Per gli appassionati d'epoca delle primissime fasi di questo blog (ciao mamma), Shootaround era il classico post del lunedì mattina, oppure di quando avevo tante cose da scrivere ma poco tempo, oppure necessitavo di maggiore approfondimento, per scrivere qualcosa di più ampio.
Come potete vedere dal numero nel titolo, trattasi di una rubrica che ho coltivato settimanalmente con cura, tanto che oggi, dopo un annetto e mezzo, siamo arrivati all'edizione numero tre!
Dunque, iniziamo.
Sono reduce da una visione (parziale) di Avellino-Roma. Roba agghiacciante. La Lottomatica in 4 giorni ha segnato sui 110 punti. Raramente ho visto un attacco più disorganizzato, concentrato quasi esclusivamente su iniziative dei singoli. Se Roma ha passato quota 60 lo deve a quei momenti di pressing difensivo che hanno consentito il recupero di qualche pallone e due/tre canestri facili. Dall'altra parte, anche da Avellino mi aspettavo molto di più, soprattutto più corsa. Rimandati.
Buttando un occhio alle squadre simpatia, se a Sassari si ride nonostante gli infortuni di Travis Diener e di Othello Hunter, a Teramo si piange parecchio. Squadra che, come scritto un mesetto e mezzo fa, ci convinceva pochino. C'è chi dice che pagherà Hall, ma se prendi Hall sai cosa ti devi aspettare, e non puoi tagliarlo dopo 4/5 gare alla Hall. Possibile paghi invece Ahearn, che forse renderebbe meglio in un contesto in cui si trovi a che fare con bloccanti migliori di Hall e Polonara. Inoltre la presenza sua e di Diener paga inevitabilmente dazio in difesa.
Ci sono comunque segnali positivi, come uno Zoroski già leader e un Polonara in rampa di lancio. +13 di plus/minus in una gara persa di 12, al momento potrebbe essere l'italiano che rende meglio, visto che Melli sta sfruttando male i minuti concessigli.
L'angolo del mea culpa:
- Non mi aspettavo una Varese di questo tipo. Vince e lo fa con ognuno che porta il suo mattoncino: Thomas escluso, nessuno sopra i 30 minuti. Quattro giocatori in doppia cifra più Galanda a nove. E, cosa molto interessante, un dominio a rimbalzo (43-32) spalmato per tutta la squadra, dai 7 di Slay ai 3 di Thomas
Visualizzazione post con etichetta Shootaround. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Shootaround. Mostra tutti i post
lunedì 8 novembre 2010
lunedì 3 novembre 2008
Shootaround v.2
La sconfitta, netta, della Virtus a Pesaro lascia solo Roma e Siena davanti. Tra due domeniche si affronteranno e ci faremo qualche idea in più. Posto che Pesaro è un campo tosto, il -34 ridimensiona di parecchio i bolognesi. E allora, a meno che le altre non tirino fuori dal cilindro qualcosa di inimmaginabile, saranno queste due a giocarsela. Tra l’altro entrambe oggi hanno vinto in scioltezza.
Roma ha messo per la prima volta Teramo in difficoltà. Repesa non mi fa impazzire, con le sue rotazioni iperpompate, ma va detto che sta mettendo Gigli e Datome in condizione di esprimersi al meglio. La nazionale potrebbe aver ritrovato due importanti pedine. Ne avrebbe trovata anche una terza, ma finché ci sarà Recalcati sulla panchina dubito che Mancinelli riuscirà mai a trovare grande spazio. Intanto Mancio sfiora i 20 di media a partita, con più del 65% da 2 e quasi il 50% da 3.
La F è una squadra pazza, e il suo miglior giocatore rappresenta al meglio questa pazzia. Qyntel Woods avesse un po’ di testa sarebbe un fenomeno, ma probabilmente non sarebbe da queste parti. Venerdì contro Rieti ha sfiorato la tripla doppia con una prestazione totale.
Milano ancora in affanno, ma oggi parliamo di Montegranaro. Garris dimostra, nel caso ce ne fosse bisogno, l’importanza di avere un play in squadra. Non consideriamo neanche l’ultima azione vincente, ma è proprio la gara in sé. Forse aveva qualche sassolino dalla scarpa da togliersi, così come sicuramente li avevano Brandon Hunter ("non capisce gli schemi") e Simone Flamini, costretto e centellinato per due anni da Bucchi a fare il tappabuchi come 4 quando è palesemente un 3. Simone ha giocato la sua solita intensissima gara difensiva e in più ha messo 3/4 da 3.
Un piccolo sguardo alla LegaDue. Di Marcelus Kemp e Kyle Hines ne abbiamo già parlucchiato su questo blog, e se la stanno cavando alla grande. Da tenere d’occhio questo Zabian Dowdell, che sta segnando (tanto) con percentuali irreali. 36 stasera.
Ho visto Portland-San Antonio e mi sono innamorato dei Blazers. Eccitante è il vocabolo che ritengo più adatto a descrivere questa squadra. Posto che gli Spurs rischiano di faticare parecchio fino al ritorno di Ginobili, nonostante un Duncan che resta tuttora il miglior giocatore al mondo, quello di Portland è un progetto affascinante. Tantissimo talento, tantissima gioventù. Certo, per ambire ai massimi livelli mancano giocatori di esperienza, ma Roy è già un leader e Aldridge si sta configurando come ottimo secondo violino, mettendo su una vasta gamma di movimenti offensivi che unisce a una dose straordinaria di atletismo. Aspettando Oden, perennemente alle prese con guai fisici, il resto della squadra è di gran livello. E anche lo spot di 3, che sembrava essere il punto debole, ha visto alzare le sue quotazioni, con il miglioramento progressivo di Outlaw e l’arrivo di un sorprendente Batum. E poi c’è Rudy, e che ne parliamo a fare.
Roma ha messo per la prima volta Teramo in difficoltà. Repesa non mi fa impazzire, con le sue rotazioni iperpompate, ma va detto che sta mettendo Gigli e Datome in condizione di esprimersi al meglio. La nazionale potrebbe aver ritrovato due importanti pedine. Ne avrebbe trovata anche una terza, ma finché ci sarà Recalcati sulla panchina dubito che Mancinelli riuscirà mai a trovare grande spazio. Intanto Mancio sfiora i 20 di media a partita, con più del 65% da 2 e quasi il 50% da 3.
La F è una squadra pazza, e il suo miglior giocatore rappresenta al meglio questa pazzia. Qyntel Woods avesse un po’ di testa sarebbe un fenomeno, ma probabilmente non sarebbe da queste parti. Venerdì contro Rieti ha sfiorato la tripla doppia con una prestazione totale.
Milano ancora in affanno, ma oggi parliamo di Montegranaro. Garris dimostra, nel caso ce ne fosse bisogno, l’importanza di avere un play in squadra. Non consideriamo neanche l’ultima azione vincente, ma è proprio la gara in sé. Forse aveva qualche sassolino dalla scarpa da togliersi, così come sicuramente li avevano Brandon Hunter ("non capisce gli schemi") e Simone Flamini, costretto e centellinato per due anni da Bucchi a fare il tappabuchi come 4 quando è palesemente un 3. Simone ha giocato la sua solita intensissima gara difensiva e in più ha messo 3/4 da 3.
Un piccolo sguardo alla LegaDue. Di Marcelus Kemp e Kyle Hines ne abbiamo già parlucchiato su questo blog, e se la stanno cavando alla grande. Da tenere d’occhio questo Zabian Dowdell, che sta segnando (tanto) con percentuali irreali. 36 stasera.
Ho visto Portland-San Antonio e mi sono innamorato dei Blazers. Eccitante è il vocabolo che ritengo più adatto a descrivere questa squadra. Posto che gli Spurs rischiano di faticare parecchio fino al ritorno di Ginobili, nonostante un Duncan che resta tuttora il miglior giocatore al mondo, quello di Portland è un progetto affascinante. Tantissimo talento, tantissima gioventù. Certo, per ambire ai massimi livelli mancano giocatori di esperienza, ma Roy è già un leader e Aldridge si sta configurando come ottimo secondo violino, mettendo su una vasta gamma di movimenti offensivi che unisce a una dose straordinaria di atletismo. Aspettando Oden, perennemente alle prese con guai fisici, il resto della squadra è di gran livello. E anche lo spot di 3, che sembrava essere il punto debole, ha visto alzare le sue quotazioni, con il miglioramento progressivo di Outlaw e l’arrivo di un sorprendente Batum. E poi c’è Rudy, e che ne parliamo a fare.
Etichette:
Italia,
Nba,
Piero Bucchi uno di noi,
Shootaround,
Siena,
Veroli
lunedì 27 ottobre 2008
Shootaround v.1
Provo a inaugurare questa rubrichetta di pensieri sul campionato o altro.
Teramo c’è andata vicino, vicinissimo. Non stupisce che a decidere la partita più complicata di Siena dal Maccabi a oggi sia stata un’azione targata Shaun Stonerook, il metronomo della Mens Sana. Tripla doppia sfiorata per lui, con 9 rimbalzi e la chicca di 8 recuperi (e mettiamoci pure i 4 assist). Nel momento in cui ha subito il fallo che lo ha portato in lunetta per i tre liberi decisivi, aveva 1/6 dalla lunga distanza. Capobianco (di cui questo blog è fan da tempi non sospetti, anche da quando non esisteva) ha avuto poco da un Hoover stranamente timido e da un Moss impreciso. Ma ha avuto tanto, per la seconda gara di fila, da Jaycee Carroll. Jaycee è un attaccante micidiale: al college, pur se non di primissima fascia, aveva segnato anche 44 punti in una partita. Sembra quei classici bianchi tiratori, ma in realtà non disdegna buttarsi dentro ed offre un buon contributo anche a rimbalzo.
Con Siena ci sono Roma e la Virtus: la Lottomatica si fa valere a Biella. Brezec continua a mettere cifre su interessanti ma a rimbalzo si fa notare poco, e così devono rimediare i Gabini, i De La Fuente e i Datome. Questi ultimi due, in particolare, possono rappresentare la marcia in più per la squadra di Repesa, in un ruolo che molti (e mi ci infilo a metà, perché un rendimento simile di Datome francamente non me lo aspettavo) ritenevano scoperto. La Virtus continua ad avere molto da Boykins, mentre Ford si conferma re dei tabelloni. Udine francamente al momento sembra davvero poca cosa, anche se la coppia venezuelana ha messo su - per la prima volta - buone cifre.
Milano e Fortitudo, per motivi decisamente diversi, sembrano le grandi più in difficoltà. L’Armani Jeans aspetta Vitali, ma intanto mi sembra abbia dei grossi buchi nelle posizioni 1 e 4, e basandosi il gioco di Bucchi particolarmente su questi due giocatori, possiamo immaginare il problema. Vitali sarà fondamentale anche per contribuire alla ripresa di Rocca, ma a Milano sembra mancare più che altro una prima opzione offensiva, qualcuno a cui dare la palla in quei (non rari) momenti in cui la palla non entra. Hawkins potrebbe esserlo da un punto di vista tecnico, ma mentalmente non sembra pronto. Intanto si è parlato di un possibile arrivo di Nick Fazekas, meteora a Dallas, qualche buona partita con i Clippers. Mano morbida, rimbalzista discreto, ho dei dubbi sulla tenuta difensiva contro i 4 europei. Potrebbe switchare di posizione in difesa con Sow e Rocca? La Fortitudo invece è un cantiere aperto: Forte a quanto pare è stato fatto fuori per motivi comportamentali, Gordon e Barron sono infortunati, Huertas deve ancora calarsi nella realtà italiana. Non basta così il talento di Woods e Mancinelli e la concretezza di Malaventura.
Per la lotta salvezza, prime vittorie per Ferrara, trascinata da un Collins monumentale, e Caserta. Detto di Udine, non si può non ammirare il buon inizio di Montegranaro e Rieti, due squadre che hanno vissuto un’estate travagliata. La Premiata ha rinunciato a Kemp e Rice per affidarsi a un colossale Brandon Hunter, a due volpi come Garris e Minard e al talento di Bryce Taylor. A Rieti Lardo rischia di fare un (altro?) miracolo, dopo aver perso Pickett e soprattutto Harvey.
Teramo c’è andata vicino, vicinissimo. Non stupisce che a decidere la partita più complicata di Siena dal Maccabi a oggi sia stata un’azione targata Shaun Stonerook, il metronomo della Mens Sana. Tripla doppia sfiorata per lui, con 9 rimbalzi e la chicca di 8 recuperi (e mettiamoci pure i 4 assist). Nel momento in cui ha subito il fallo che lo ha portato in lunetta per i tre liberi decisivi, aveva 1/6 dalla lunga distanza. Capobianco (di cui questo blog è fan da tempi non sospetti, anche da quando non esisteva) ha avuto poco da un Hoover stranamente timido e da un Moss impreciso. Ma ha avuto tanto, per la seconda gara di fila, da Jaycee Carroll. Jaycee è un attaccante micidiale: al college, pur se non di primissima fascia, aveva segnato anche 44 punti in una partita. Sembra quei classici bianchi tiratori, ma in realtà non disdegna buttarsi dentro ed offre un buon contributo anche a rimbalzo.
Con Siena ci sono Roma e la Virtus: la Lottomatica si fa valere a Biella. Brezec continua a mettere cifre su interessanti ma a rimbalzo si fa notare poco, e così devono rimediare i Gabini, i De La Fuente e i Datome. Questi ultimi due, in particolare, possono rappresentare la marcia in più per la squadra di Repesa, in un ruolo che molti (e mi ci infilo a metà, perché un rendimento simile di Datome francamente non me lo aspettavo) ritenevano scoperto. La Virtus continua ad avere molto da Boykins, mentre Ford si conferma re dei tabelloni. Udine francamente al momento sembra davvero poca cosa, anche se la coppia venezuelana ha messo su - per la prima volta - buone cifre.
Milano e Fortitudo, per motivi decisamente diversi, sembrano le grandi più in difficoltà. L’Armani Jeans aspetta Vitali, ma intanto mi sembra abbia dei grossi buchi nelle posizioni 1 e 4, e basandosi il gioco di Bucchi particolarmente su questi due giocatori, possiamo immaginare il problema. Vitali sarà fondamentale anche per contribuire alla ripresa di Rocca, ma a Milano sembra mancare più che altro una prima opzione offensiva, qualcuno a cui dare la palla in quei (non rari) momenti in cui la palla non entra. Hawkins potrebbe esserlo da un punto di vista tecnico, ma mentalmente non sembra pronto. Intanto si è parlato di un possibile arrivo di Nick Fazekas, meteora a Dallas, qualche buona partita con i Clippers. Mano morbida, rimbalzista discreto, ho dei dubbi sulla tenuta difensiva contro i 4 europei. Potrebbe switchare di posizione in difesa con Sow e Rocca? La Fortitudo invece è un cantiere aperto: Forte a quanto pare è stato fatto fuori per motivi comportamentali, Gordon e Barron sono infortunati, Huertas deve ancora calarsi nella realtà italiana. Non basta così il talento di Woods e Mancinelli e la concretezza di Malaventura.
Per la lotta salvezza, prime vittorie per Ferrara, trascinata da un Collins monumentale, e Caserta. Detto di Udine, non si può non ammirare il buon inizio di Montegranaro e Rieti, due squadre che hanno vissuto un’estate travagliata. La Premiata ha rinunciato a Kemp e Rice per affidarsi a un colossale Brandon Hunter, a due volpi come Garris e Minard e al talento di Bryce Taylor. A Rieti Lardo rischia di fare un (altro?) miracolo, dopo aver perso Pickett e soprattutto Harvey.
Etichette:
Italia,
Piero Bucchi uno di noi,
Shootaround,
Siena,
Teramo
Iscriviti a:
Post (Atom)