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lunedì 21 gennaio 2013

Quando l'NBA va alle urne

La stagione NBA entra nel pieno, ma come sapete in Italia al momento l'attenzione è focalizzata sulle prossime consultazioni elettorali.
Nel corso di una camminata sotto la pioggia le due cose si sono fuse magicamente. Ecco il risultato. Nella produzione di questo pezzo non sono state utilizzate sostanze dopanti. Giuro.

"Presidente" uscente, amato e coccolato dai poteri forti dell'NBA grazie agli introiti che è in grado di generare, LeBron James è Mario Monti, e chi vorrà fare il bis dovrà necessariamente vedersela con lui e con i suoi alleati, tra i quali bisogna annoverare il traditore Ray Allen (nella parte di Gianfranco Fini). Potrebbe non fare il bis, ma in un modo o nell'altro vince sempre lui.

Non è in grado di far eccitare le masse ma è solido e supportato da una squadra in grado di competere. Non è ancora il momento del ricambio generazionale per Tim Duncan (Pierluigi Bersani). Piccolo problema: se il centrosinistra, una volta vinte le elezioni, non è mai riuscito a durare per tutta la legislatura, così gli Spurs non sono mai riusciti a bissare la vittoria dell'anello.

Piace a molti, ma qualcuno pensa che non sia ancora il suo momento perché troppo giovane. Ha avuto l'occasione per proporsi alla ribalta nazionale, ma è stato sconfitto in finale. Intanto può consolarsi con consensi sempre crescenti e qualche riconoscimento a livello individuale. Stiamo parlando di Kevin Durant o di Matteo Renzi?

Vabbè, questa è facile. Lo si ama o lo si odia, non ci sono vie di mezzo. Il vecchio squalo che sembrava ormai morto ed è tornato per un ultimo disperato tentativo, dopo aver dominato gli scenari degli ultimi anni. Kobe Bryant è Silvio Berlusconi: i suoi fan lo venerano e quando le cose vanno male danno la colpa agli alleati. Gli hater invece gli attribuiscono anche il peccato originale di Adamo ed Eva. Sono più numerosi i tiri del primo o le presenze in televisione del secondo?

Attorno a questi, si muovono personaggi minori ma che comunque hanno un ruolo da sottolineare. I Los Angeles Clippers di Chris Paul, totalmente inesperti a competere ad alti livelli, ma protagonisti di un'ascesa considerevole e spettacolare, con highlights che sono cliccatissimi sui social network, ricordano il boom (anche su internet) del MoVimento 5 Stelle. Vedremo se alla prova dei fatti l'inesperienza si farà sentire.
Mark Cuban per anni è stato l'Antonio Di Pietro dell'NBA: contro tutto e tutti. I Mavericks negli ultimi due anni hanno bruciato quanto fatto di buono così come l'Italia dei Valori ha precipitosamente perso consensi.
I Boston Celtics, anche per una questione cromatica, sono come la Lega Nord: in un modo o nell'altro sono sempre lì, nulla li scalfisce. E in un modo o nell'altro bisogna avere a che fare con loro ed i loro tifosi, anche se al momento sono in una fase di transizione dal vecchio (Garnett/Bossi, con il trash talking e gli insulti) al nuovo (Rondo/Maroni).
Divertente, in grado di coinvolgere i giovani, con tanti ideali e soprattutto senza una stella vera: il gioco dei Denver Nuggets è un po' comunista. Fatichiamo ad associare George Karl a Nichi Vendola, ma potrebbero avere una cosa in comune: al momento di agire la troppa democrazia può creare delle difficoltà.
Essenziali, non bellissimi da vedere, con un leader barbuto: i Memphis Grizzlies ricordano Fermare il Declino, il movimento di Giannino. Occhio però, ai playoff potrebbero non superare lo sbarramento.
Arancioni come il movimento di de Magistris, nessuno si aspettava che i Knicks di quest'anno potessero andare così forte. Allo stesso modo, pochi mesi fa nessuno pensava che Rivoluzione Civile di Ingroia potesse - almeno da sondaggi - superare lo sbarramento.Ma la convivenza Anthony/Stoudemire rischia di essere difficile come quella tra Ingroia e il sindaco napoletano...


domenica 11 novembre 2012

Lettera aperta alla dirigenza Lakers

Gentili signori gialloviola,

vengo al dunque: avete iniziato facendo schifo. Poi pare che alcuni di quelli che mettono i soldi abbiano iniziato a storcere il naso, perché quello là, sulla panchina, proprio non gli va a genio.
Quelli che pagano vogliono rivedere l'uomo con più dita che anelli, quell'uomo che, svuotando l'ego dei giocatori come tazze da the apparentemente vuote, fa docilmente pascolare i suoi campioni in triangoli.
Questa richiesta, da un lato comprensibile, vi mette tra due fuochi: da un lato c'è chi finanzia il circo, che come il cliente ha sempre ragione, dall'altro la figura di merda epocale che vi aspetta. Ripartendo da coach zen, vi dovreste mettere come Troisi e Benigni col Savonarola. Il dettaglio è che fino a due giorni fa eravate in piena modalità damnatio memoriae.

Mi rendo però conto che, ingoiando un amaro boccone ora, questa mossa potrebbe in realtà trasformarsi in una del tipo "comunque vada, sarà un successo". Perché, come diceva poco fa drunkside, Jackson è capace di guidare i svariati ego dei giocatori e alla fine la potrebbe sfangare, perché un anello è culo, due molta fortuna, tre sono tante coincidenze.. ma undici inizia ad essere difficile da attribuirli TUTTI alla sorte. Ma, l'enorme vantaggio di riprenderlo a bordo, come dicevo su, è un altro: al tutto sommato accettabile prezzo di un po' di.. ehm.. merda.. da mandare giù adesso, potreste risparmiarvene molta qualora le cose dovessero andare male per davvero. Perché anche voi sapete che è probabile che le cose vadano male.

Bene, mi ricollego all'inizio di questa lettera e vi ribadisco che, se doveste "implodere" e passare qualche anno in lottery non mi dispiacerebbe. In ogni caso mi fingo imparziale e vi invito a ricordare, quando non 10, ma 2-3 anni fa in panca c'era ancora lui. Predicava triangolo, che è una "filosofia" piuttosto infida, perché ci sono pochi palleggi, tutti devono saper passare, tirare e giocare spalle a canestro. Ma il triangolo è maledettamente difficile perché, non prevedendo schemi in senso classico, si basa molto sulla lettura della difesa. Ora, amici dirigenti, vi ricordate che al vostro allenatore non garbava tanto quando in attacco giocava il bambinone? Bravo, bravissimo quanto volete, ma non gli piaceva proprio. Il suo preferito era un altro, quello che poi è passato a fare i reality, ma che fin quando giocava, lui sì che era bravo a leggere il campo.

La buona notizia è che il bambinone non c'è più; la cattiva è che quello che piaceva all'allenatore è in città, ma dai cugini "sfigati"; la pessima è che c'è un nuovo bambinone ancora meno adatto al triangolo e che, purtroppo, 1) ha un ego ancora maggiore 2) non può essere messo via perché l'avete designato a rappresentare il vostro futuro (e a quel punto la merda da ingoiare inizierebbe ad essere troppa) 3) tecnicamente è ancora meno adatto dell'altro. 
Per equilibrare un po' si potrebbe far partire il catalano dalla panca, ma (sfiga!) è proprio l'unico lungo fatto e finito che avete per giocare il triangolo. Sperando allora che quello che ha un nome simile ad un whisky irlandese sia in stato di forma decente, potrebbe il coach partire con lui in ala forte, dare un po' di soddisfazione al bambinone, e poi giocare i minuti che contano con lo spagnolo?

Si potrebbe? Forse, ma più probabilmente no. Per me, anche se spalle al muro, potete scegliere di meglio. Non nel senso di un allenatore più bravo, ma più adatto. Io ne vedo due: uno un po' anziano ed uno che fa le telecronache. Certo, a quel punto sarebbero tutti cavoli vostri. Ma pensate: alto rischio, alta ricompensa. Coach zen non vorrebbe forse dire "salviamo il salvabile" e quello che viene in più è grasso che cola? Però alla fine, in caso di anello n°12 il merito sarebbe tutto e solo suo.

Io la vedo piuttosto simile a quando i vostri corrispettivi italiani hanno esonerato un allenatore a noi caro. Essendo l'anno definitivamente compromesso, hanno riportato l'entusiasmo al palazzetto riportando alla guida del carrozzone colui che, molti anni prima gli aveva fatto vincere tutto. Sportivamente parlando non cambiò molto: comunque non portarono a casa niente. I vostri corrispettivi, però, riuscirono ad arrivare alla fine dell'anno senza troppi malumori del pubblico. E poterono pensare con calma all'anno seguente. 

Augurandovi comunque risultati analoghi, con rinnovata stima

dis/impegno

domenica 23 ottobre 2011

Virtus Bologna





.... e se invece si fosse cercato un lungo con qualche punto nelle mani?

venerdì 6 maggio 2011

The Decision 2.0

Va assolutamente condivisa.
In questa riedizione di Space Jam, LeBron prende la sua Decision, abbandonando i Looney Tunes.

domenica 20 marzo 2011

Personalmente, tifavo Pittsburgh

Canestro subito da rimbalzo in attacco. 69-70.
Fallo sciocco commesso a centrocampo, con poco più di 1 secondo sulla sirena. Due tiri liberi, ne entra uno (70-70), ma su conseguente rimbalzo difensivo, il fallo più stupido di sempre (8 decimi allo scadere).
Howard va in lunetta per Butler e, nonostante la pettinatura, segna il primo (70-71) e sbaglia volontariamente il secondo. Lasciando a Pittsburgh le briciole, sia del cronometro sia del torneo, che finisce qua.
"Il basket è uno sport di errori" ha dichiarato Manu Ginobili in una recente intervista: un postulato. Noi aggiungiamo un corollario: esistono gli errori, gli errori decisivi e le cazzate immonde. Negli ultimi 2 secondi di Butler - Pittsburgh si sono visti in sequenza.

Ci chiediamo solo come, dopo certe partite, un allenatore riesca a non ucciderli tutti. Ma forse è solo la follia di marzo...

mercoledì 9 marzo 2011

NBA for dummies: come non spendere i vostri soldi

L'imminente lockout, la folle deadline ed il crescente potere dei giocatori hanno riportato sotto i riflettori l'aspetto che più distingue l'NBA (e lo sport professionistico americano) dal resto del mondo: no, non le cheerleaders, ma i contratti. Infatti, a differenza di quanto accade nel malato mondo del pallone calciato, in America per esempio non è possibile andare a battere cassa dopo ogni stagione buona. E di contro, in linea di massima, un contratto sbagliato resta sul groppone per tutta la sua durata. Il salary cap dovrebbe permettere alle squadre di giocare più o meno ad armi pari: bene. I problemi nascono quando i 60-70 milioni vengono messi in mano a gente come - nome a caso - Isiah Thomas, perché in qualche modo bisognerebbe pur spenderli quei soldi.

E allora partiamo proprio dai Knicks, che, per la gestione del recente passato, è un po' come sparare sulla croce rossa: anno 2005, la combo Eddy Curry - Jerome James. 60 milioni in 6 anni al primo, 30 in 5 al secondo. Il primo è (era) un buon giocatore di post basso, che non prendeva rimbalzi e men che meno difendeva; il secondo invece un giocatore particolarmente dotato. Ma non in senso cestistico. E anche se da 4 anni non vedono il parquet, non se la sono passata male.


Ci spostiamo di poco dalla Grande Mela, e nel New Jersey troviamo K-Mart: sign and trade con Denver 7 anni al massimo salariale, secondo noi da dividere equamente con Jason Kidd. Sfiga, Giasone non era destinato al Colorado. In più, di recente K-Mart avrebbe espresso il suo sgradimento per il contratto offerto dai Nuggets ad Al Harrington. Certo che non si accontentano mai…



Proseguiamo con Jermaine O'Neal, un tempo dominatore del pitturato: ai bei tempi, Shaq dichiarò che nessun giocatore che non si chiamasse O'Neal poteva metterlo in difficoltà, ed a quei tempi JO firmò un 126 milioni su 7 anni. Parte dei quali passati in infermeria o a fare scazzottate; una delle quali coinvolse Ben Wallace che, con le scatole piene di Flip Saunders, nell'estate 2006 andò a lucrare a Chicago. Precisamente 60 milioni in 4 anni. Peccato, per i Bulls, che il sistema dei Pistons non avesse prezzo.
Ma se storicamente sono i lunghi a beneficiare della generosità di quei gm che non riescono a tener chiuso il portafogli quando vedono un sette piedi in grado di masticare un chewing-gum mentre corre, talvolta anche gli esterni hanno potuto godere di sopravvalutazioni, regali, botte di culo. Partiamo da Allan Houston che, in contumacia Thomas ad onor del vero, chiamò 100 milioni su 6 anni, a partire dal 2001. Sei anni dei quali ne giocò meno della metà. Se errare è umano, perseverare è proprio da Knicks: chiedere a Coney Island's Finest, Mister Stephon Marbury. Il quale passerà alla storia per i miglioramenti di record delle sue squadre, ma solo dopo il suo addio: Minnesota nel 1999-2000, i Nets nel 2001-2002, Phoenix nel 2004-2005 ed ovviamente i Knicks del 2008-2009 (che comunque restavano perdenti).



Tra gli europei, Peja Stojakovic è stato incapace di sfruttare le assistenze di Chris Paul, ma decisamente abile a raccogliere gli emolumenti dalla dirigenza: fate 64 milioni da dividere su 5 anni non proprio intensi. Così come Kirilenko, che farebbe di tutto per rimanere a Utah. Crede forse di turlupinarli ancora?
Particolare fiuto per gli esterni sembra avere anche la dirigenza dei Bucks: 47 milioni in 4 anni per Bobby Simmons e massimo salariale per Michael Redd (100 milioni in 7 anni). La cui voce partite giocate (a partire dalla stagione 2004-2005) recita 75, 80, 53, 72, 33, 18, 0. Senza dimenticarci di Gilbertone nostro, che da Orlando riceve 17 e rotti milioni per qualche minuto di (dubbia) qualità. Nessun problema: ha altri 3 anni, ad oltre 60 milioni, per riprendersi.

Tra i casi meno eclatanti, Marcus Banks guadagna ancora 5 milioni sostanzialmente per fare nulla, Travis Outlaw avrà di che sfamare la famiglia grazie ai petroldollari di Madre Russia e Dan Gadzuric che, dai soliti sospetti Bucks, ha ricevuto la promessa di 35 milioni in 6 anni.

Ai contratti sono spesso legate delle storie curiose, come quella di Darius Miles. Firmato da Portland durante la stagione 2003-2004, dopo due anni ed alterne fortune si operò al ginocchio. Saltò entrambe le stagioni 2006/07 e 2007/08, quando i Blazers lo tagliarono, ritenendo che l'infortunio fosse tale da mettere fine alla sua breve carriera. Sebbene dichiarato cestisticamente morto anche da un medico nominato dall'associazione giocatori, Miles fu ingaggiato da Memphis per il 2008/2009, giocando 34 partite di stagione regolare. Il taglio dei Blazers fu invalidato, e Miles ricevette altri 18 milioni dall'Oregon.
Se vi state chiedendo come abbia usato questi soldi, l'immagine sottostante potrebbe darvene un'idea..



Il contratto di Joe Smith costò invece ai Twolves l'annullamento di 5 prime scelte e una multa di 3,5 milioni: nel 1998 Joe Smith firmò con Minnesota a cifre risibili per un giocatore del suo calibro, permettendo a Kevin McHale di conservare spazio salariale ed ottenendo la promessa di un contratto multimilionario in futuro. La NBA ovviamente non gradì per niente.
La vicenda Smith può entrare di sicuro tra le peggiori di tutti tempi in termini di danni causati da un contratto. Ma se si vogliono valutare i peggiori contratti di tutti i tempi, il podio di Poetry in Motion vede:

3) Vin Baker: da Seattle 7 anni e 86 milioni. Quasi tutti bevuti.
2) Rashard Lewis: attualmente, il secondo giocatore più pagato di tutto il circo.
1) Jim McIlvaine: per quale motivo una franchigia dovrebbe offrire un contratto da 35 milioni ad un lungo capace di due anni a 2 punti e 3 rimbalzi? Per informazioni, rivolgersi ai Sonics.



lunedì 10 gennaio 2011

Atto di fede

Ci sono dei momenti nei quali ci si rende conto che la storia di una vita sta per essere riscritta.
Ieri sera, dopo Napoli-Juve 3 a 0, ho messo play alla registrazione di Clips-Warriors. A parte le "solite" castronerie dalla telecronaca, tipo che Eric Gordon non sarebbe un buon difensore o Biedrins e Kangur decisivi nella qualificazione della Lettonia a Euro 2011, ho guardato la partita rendendomi conto che ero arrivato ad un punto di svolta: ho capito che devo tifare Clippers.
Non credo che questa possa definirsi una decisione, perché ad un tratto è come se ne avessi sentito il bisogno.
Infatti sento il bisogno di odiare il braccio corto di Sterling e di scervellarmi sul perché quel giocatore, appena ceduto ad un'altra franchigia, abbia iniziato a giocare da dio.
Sento il bisogno di salire da ora su un carro semivuoto e prendermi un posto comodo, per poter dire un giorno "io c'ero".
Voglio sopportare gli sfottò insieme a Billy Crystal, lasceremo parlare i denigratori e tireremo avanti a testa alta. In fondo, i veri personaggi di culto ce l'abbiamo noi. E sarà sempre derby contro Kobe e i dannati Lakers.
Ma più di tutto, sento il bisogno di sperare che un giorno possa esserci un briciolo di gloria anche per loro. Anzi, per NOI...

lunedì 13 dicembre 2010

Signor Sterling, ma non dovrebbe insultare gli avversari?

Da Hoopshype

Sterling ha espresso il suo disappunto sulla prestazione di Baron Davis insultandolo dal suo posto durante una partita casalinga dei Clips. Tra le frecciate di Sterling: "Perchè stai giocando?!", "Perchè hai preso quel tiro!?", "Sei fuori forma!"




Se non fosse che sono i Clippers, la scena sarebbe paradossale. Il Barone, che recentemente ha affermato di voler giocare fino a 38 anni (perché, ci chiediamo noi, ha ripreso?) si è detto frustrato della situazione.
I Clippers avrebbero bisogno di una squadra da titolo per sperare di fare un primo turno di playoffs. Noi, che però siamo dalla loro, prendiamo atto dell'ennesimo capolavoro e ringraziamo sentitamente.

sabato 3 luglio 2010

In diretta dalla Brianza

Dopo le conferme Markoishvili, Micov, Leunen, l'ultimo colpo di Silver Fox.

domenica 30 maggio 2010

Un'offerta che non può rifiutare

"Chissà se Markoishvili rimarrà in un impianto così bello e dai gabinetti così accoglienti come il Pianella, dopo che lo avremo contattato. A lui e ad altri giocatori di Cantù faremo offerte consistenti, magari consorziandoci con altre società."

Fonte: Il Resto del Carlino

lunedì 10 maggio 2010

Foto dell'anno

giovedì 29 aprile 2010

Questi strani giocatori...

Manuchar Markoishvili è fidanzato con Anjela, una 19enne ucraina conosciuta l’anno scorso a Kiev (ex cheerleader, ha fatto anche parte della nazionale ucraina di ginnastica ritmica). Non c’è che dire: bravo! Il padre, Nuzgari, è tra i più famosi tecnici georgiani: Manuchar si fa consegnare i video di ogni partita in cui gioca per inviarli al padre che se li guarda tutti (o almeno così dice). L’altro regalo che fa al genitore è quello di recapitargli il book con tutti i giochi di Cantù in cambio di chili di barbabietole, ingrediente fondamentale della zuppa georgiana che lui adora...

Lavrinovic guarda fiction in lingua russa. I film preferiti di Valerio Amoroso sono Dragonball e Donnie Darko, perché il protagonista è Pietro Aradori, mentre quello di Gigi Datome è ’Pear Arbour’. Scritto proprio così. Tadija Dragicevic preferisce Closer - dimostrando decisamente miglior gusto, se non cinematografico, almeno estetico per il bel cast – ndr. Ortner è fan di Burn after reading. Gli attori preferiti di Gek Galanda sono John Belushi e Scarlett Johansson. Micov preferisce Steven Segal. Giachetti ha un debole per Il Ciclone. Jerry Green, che ama Il principe cerca moglie, considera l’Italia "un paese dove la gente sa cosa significhi mangiar bene". A Bobby Jones invece mancano proprio i fast food.

Troy Bell
ha pensato di lasciare il basket per il pugilato. Ha suonato la tromba e preso lezioni di batteria: ha inciso 25 canzoni, in una delle quali canta EJ Rowland.
Bruno Cerella pratica caccia e pesca, è membro di Greenpeace ed ha girato numerosi spot fotografici. Cenk Akyol fa modellismo di navi, Patricio Prato fa yoga mentre Vukcevic ascolta Barry White e naviga per Torrent. Nikos Zisis ama Facebook, ma non ha un account e vi accede con quello della fidanzata.

Henry Domercant è soprannominato High Definition, mentre Diego Fajardo è Ciccio. Michael Hicks ha chiamato la figlia Hermione in onore del personaggio di Harry Potter. Jasmin Hukic invece legge Herman Hesse (Siddartha), guarda Sergio Leone (C’era una volta in America) e ammira Maradona. Stima per lui. A proposito di (auto)stima, l’idolo sportivo di Simone Cotani è lui stesso. Quello di Van Rossom è Greg Brunner.

Andrè Collins ad ogni tiro libero bacia l’immagine del nonno tatuata sul braccio. Mike Hall fa volontariato, vuole diventare un medico ed aprire una clinica. CJ Wallace invece vorrebbe fare il modello per Benetton. Dejan Ivanov a scuola sfruttava la somiglianza con il suo gemello. Ibby Jaaber scrive poesie, che considera una sorta di rifugio, ed ama l’architettura, l’arte, la cultura in generale. Il suo capitano Tonolli ritiene di dover migliorare nella fase offensiva: ha tutta la carriera davanti per farlo.
Trey Johnson è stato scelto al draft da una franchigia della MLB. Maartin Leunen nutriva gli animali nella fattoria di famiglia. Sakota (Daje Dusan!) gioca bene a ping pong, ama il calcio e tifa Manchester United. Marquinos giocava nel Corinthians dovendo tenere nascosta la sua fede calcistica per i rivali del San Paolo. Schultze invece tifa Bayern.
Jobey Thomas e Casey Shaw fanno parte degli Atleti di Cristo in Italia; in particolare, nel tempo libero Shaw studia la Bibbia perché “contiene tutte le risposte agli interrogativi che propone la vita”. Vangelis Sklavos collabora alla salvaguardia del sirtaki.

domenica 18 aprile 2010

I Celtics aprono bene la serie in un match russiscaldato

"I Boston Celtics hanno parlato del loro burrascoso cambiamento per buona parte di stagione. Attraverso mesi aspri e poco brillanti nella lotta per le posizioni nel rispettivo raggruppamento, il messaggio è sempre sembrato essere che le cose cambino nei play-off.

Sabato notte, i Celtics hanno effettivamente acceso il loro interruttore e, battendo i Miami Heat 85-76, si sono portati sull'1-0 al primo turno della serie playoff. Ma, con un inizio fiacco, la causa scatenante non è stata chiaramente la fase di postseason [...]
ConAllen su Wade e Davis, pronto a balzare su chi ha attaccato la corsia, i Celtics hanno motstato quello che sono - una squadra che non può sempre è cosisstente, anche con il loro miglior giocatore. Con brulicante di Boston, gli Heat però hanno ottenuto solo cinque punti su cinque colpi in sette minuti dopo il nono punto di Wade. Wade non ha inciso.
[...]
Vi è, tuttavia, una nube nera che ha intaccato pesantemente la vittoria di Boston. Nel quarto trimestre con Boston in vantaggio di sei punti con poco più di un minuto da giocare, Pierce è stato atterrato sul pavimento vicino alla panchina di Miami con un nervo schiacciato - una lesione cronica a questo punto della stagione - al collo. Con Kevin Garnett in piedi di fronte al compagno di squadra, Quentin Richardson si è presentato attaccando verbalmente e fisicamente Garnett, sino ad arrivare alla lite.

Nella fase successiva, Udonis Haslem e Davis hanno preso dei falli tecnici per la piccola diatriba. Richardson ha ricevuto anche una tecnica, ma Garnett è stato espulso dopo che il replay ha avidenziato un suo gomito tagliente alla testa di Richardson.


Il contatto di Garnett ha reso inevitabile una sospensione, l'unico dubbio resta la durata. Non solo, gli Heat hanno ormai acquisito un vantaggio emotivo per aver l'espulsione di Garnett.

Eppure Miami non riesce a riprendere il comando testa, con i Celtics avantia sia nel terzo che nel quarto e ora nonostante Boston abbai dimostrato di essere stata la squadra più completa contro Miami ma dovranno continuare a dimostrarlo anche senza Garnett."


I miei più sinceri complimenti al sito italiano della Nba, al contempo russiscaldato e cosisstente. Mi chiedo solo che animale sia il brulicante di Boston...

venerdì 19 febbraio 2010

Non ci deludi mai

http://www.basketground.it/UserFiles/Image/SERIEA200809/MILANO/Piero_Bucchi_informaleCiamCast_200.jpg
Nella foto Ciamillo-Castoria, Piero Bucchi ci illustra il nuovo e innovativo schema inserito nel suo già vasto playbook, consistente nell’indirizzare dalla panchina il pallone verso il canestro con la sola imposizione delle mani.
Dopo quanto accaduto ad Avellino, non sembra che i ragazzi lo abbiano ancora assimilato.

domenica 14 febbraio 2010

Eventi che ci interessano più dell’ASG

- Enel Brindisi - Prima Veroli con telecronaca di Franco Lauro
- ll pranzo con la nonna e le sue compagne di ikebana
- La serata finale di Amici di Maria de Filippi
- Baciami ancora
- Un approfondimento sul caso Morgan
- Il Codice da Vinci
- Gossip Girl
- Una diretta televisiva per celebrare la terza era geologica di attività dei Pooh, presentato da Travis Best
- Atalanta - Chievo. A pallacanestro.
- Sentieri
- L’iPad
- La retrospettiva su uno dei massimi autori d’arte preistorica: Travis Best
- Un saggio di Francesco Alberoni
- La moviola di Maurizio Pistocchi
- Una telecronaca di Pozzecco, anche senza partita
- Il Festival di Sanremo
- La gara di “tiro” del sabato alle Colonne di Porta Ticinese
- Alberto Angela
- La tv in assenza di segnale

EVENTI CHE CI INTERESSANO MENO DELL’ASG:
- Gli aggiornamenti di Piero sui telefilm americani

lunedì 1 febbraio 2010

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Vi abbiamo già detto che adoriamo Steve Nash?

domenica 27 dicembre 2009

Vote for me!




  • Nel video in alto, uno dei motivi per cui adoro Steve Nash. Fenomeno in campo e fuori, oltre alla stima per aver intrattenuto piacevoli relazioni con Elizabeth Hurley.

    Ne volete altri?
    Steve gioca a calcio (sì lo so, sputtana il template, pazienza).


    Steve recita.


    Steve canta.


  • giovedì 3 dicembre 2009

    Papalia vende!

    Fonti affidabilissime, interne alla società, mi hanno rivelato l’esistenza di una trattativa per la cessione della NSB. Trattative che sarebbero a uno stato avanzatissimo, insomma prossime alla chiusura. Si tratterebbe non di una vera e propria cessione, ma piuttosto di una fusione con un’altra società in difficoltà, appena i tempi lo consentiranno. Le trattative sono così avanzate che è già pronta una bozza per il nuovo logo societario.


    Signore e signori, i Napoli GabiNets!


    http://h.imagehost.org/0095/2loghi02.jpg

    venerdì 27 novembre 2009

    Il grande bordello, nuova puntata

    Ho dovuto aggiornare.
    http://i47.tinypic.com/awcc60.jpg

    giovedì 26 novembre 2009

    Travis Best è così vecchio…

    … che Naismith già lo considerava un veterano.
    … che per stabilire la sua età esatta, bisogna tagliarlo a metà e contare i cerchi.
    … che non ha l’albero genealogico: si trova nella radice.
    … che invece della cicogna, l’ha portato uno pterodattilo.
    … che non ha foto di battesimo, ma graffiti.
    … che ha la carta d’identità scritta su un papiro.
    … che ha rappresentato il suo Paese ai Giochi Olimpici. In Grecia. Nel 776 a.C.
    … che il peccato originale in realtà l’ha commesso lui: compiendo sfondamento su Eva in un contropiede 3 vs 1.
    … che quando si mette il paradenti deve usare il Cukident.
    E’ nato prima l’uovo o Travis Best?
    … che per stabilire la sua età esatta, serve il carbonio 14.
    … che al compleanno usa delle candeline con gli esponenti. E nonostante ciò, quando accendono le candeline della sua torta di compleanno la Protezione Civile prepara i Canadair.
    … che nessuno si azzarda a tirargli le orecchie dopo la torta.
    … che se fosse stato lui il protagonista, il film Forrest Gump sarebbe iniziato con lo sbarco di Cristoforo Colombo.
    … che ci mette più tempo lui a contarsi gli anni che Kevin Kruger a guidare una transizione.
    … che quando andava a scuola non c’era ancora la storia.
    “Può ancora dare qualche minuto di qualità” - il coach su Trevis Best. Ai tempi dell’High School.
    … che ha rappresentato una soluzione valida e affidabile in regia per generazioni di general manager.
    … che il primo giorno di allenamento chiamerà rookie Bonora.
    … che quando è nato, di Springfield ce n’era una sola. Oggi ne sono 34.
    … che ha visto il big bang dalla finestra di casa sua.
    … che i Flinstones sono basati sulle sue memorie.
    … che il suo irresistibile cambio di mano è dovuto al Parkinson.
    … che non può iscriversi a Facebook perchè nel form non c’è il suo vero anno di nascita.
    … che è stato lui a spiegare a Dan Peterson il celebre gioco a L.
    … che ormai ha imparato a convivere con i problemi alla prostata. Dal diciannovesimo secolo.
    … che una volta sull’autobus Rita Levi Montalcini gli ha lasciato il posto a sedere.