..a freddo perché non scrivo da un sacco, viene fuori un post tiepido.
In realtà, tiepido perché non riesco a riconoscere l'impresa di Don Sergio, nonostante porti Milano alla presa del Palaestra dopo ere geologiche dall'ultimo successo meneghino. Tiepido perché vedo troppi limiti in Siena perché questo risultato possa essere considerato anche solo la metà di quello che sarebbe valsa l'anno scorso. La tragedia per Milano è che tutti gli avversari sono talmente più deboli che qualsiasi risultato diverso dalla W è scontato.
Coach Michelini evidenziava la disparità tra le "bocche da fuoco" di Milano e quelle di Siena, uscendosene con un 6 contro 2 e mezzo; lasciando stare i numeri, offensivamente Siena è davvero troppo poco. Scariolo si è infatti potuto limitare a cavalcare di volta in volta il giocatore più caldo. Hairston, Gentile, Fotsis, Langford. Effettivamente non pizza e fichi. Resto però convinto che un conto sia mettere in campo tante prime punte, un'altro far giocare bene una squadra del genere. Che è prerogativa degli Obradovic e dei Messina, almeno al di qua dell'Atlantico. L'unica mossa quasi degna di nota, per quanto quasi obbligata, è stato l'inserimento di Hendrix nel momento in cui Sanikidze ha suonato la carica. Inoltre, merito ai giocatori di Milano di aver segnato SEMPRE ogni volta che Siena si riavvicinava.
Bobby Brown è un playmaker (ahahaha) moderno, ossia un giocatore che madre natura ha privato di 10 centimetri di altezza, (e forse un pizzico di IQ cestistico) e che ha come opzioni il tiro, poi la penetrazione, poi un paio di palle perse, il tiro e poi la persa. Bravissimoo a mettere punti a referto, ma se sta a lui a innescare il talento offensivo di Ress (!!) e Carraretto (!!!)... Ed in tutta franchezza, di difensori disinteressati come lui ne ho visti davvero pochi. Se ci giocasse contro tutte e 30 le partite, Cook avrebbe numeri quasi buoni.
Non sparate sul pianista, specie quando ha dimostrato di saper suonare, ma a questo punto mi verrebbero delle domande per il Minucci. Kasun e Sanikidze sono compatibili con Brown? Il primo va servito adeguatamente in post e, tendenzialmente, coperto in difesa; il secondo deve correre, giocare il pick'n'roll e andare backdoor a canestro. Oggi, servirebbero lunghi tiratori ed un centro che chiuda le penetrazioni (almeno in contumacia Eze).
In questo momento, Siena è corta, squilibrata e probabilmente con fiducia a terra. In attesa che Kemp faccia vedere qualcosa, cambiare la squadra o l'MVP della scorso turno di Eurolega?
QUOTE OF THE DAY
"Milano vola a quota 6 punti"
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lunedì 5 novembre 2012
venerdì 1 aprile 2011
Evvia il sig.Lima! (contiene scuse)

Ho peccato di ingenuità: doveva essermi chiaro sin dall'inizio che un uomo capace di sposare LEI, potesse essere in realtà capace di ogni impresa. In realtà, mai discusso il giocatore, solo la tempistica del suo acquisto. E comunque ho toppato. Infatti io sono qua a scrivere cazzate, mentre Minucci&Calà, che due mesi fa bene hanno pensato di fregarsene delle condizioni di Jaric ed ora se ne godono i frutti, festeggiano il secondo approdo alle F4 da quando è attivo il loro sodalizio.
Su una cosa però ci abbiamo visto lungo: Siena di quest'anno è più equilibrata di quella degli anni passati, troppo perimetrale, e quindi molto meno funzionale per l'Europa. Lo dicevamo qui, qui e ancora qui.
giovedì 3 febbraio 2011
Samurai senesi
Chi scrive sa bene che Adriana Lima è Adriana Lima, e che se andasse lei in campo ogni azione sarebbe la migliore di sempre, ogni decisione quella giusta, ogni partita una vittoria a prescindere. La realtà però, è che in campo non va lei, ma il suo fortunatissimo marito.

Stasera a Belgrado la Mens Sana è chiamata alla prova d'appello, in un'Eurolega forse già compromessa. L'eliminazione saprebbe doppiamente di beffa, perchè mai come quest'anno i senesi avrebbero le carte in regola per vincere. Invece sul più bello s'è rotto l'MVP del campionato (e della RS d'Eurolega), determinante ancora più di Lavrinovic (ops, rotto pure lui).
Lo dico ora, sperando fortemente d'essere smentito: ad oggi, la scelta di prendere Jaric mi sa di harakiri.
Stasera a Belgrado la Mens Sana è chiamata alla prova d'appello, in un'Eurolega forse già compromessa. L'eliminazione saprebbe doppiamente di beffa, perchè mai come quest'anno i senesi avrebbero le carte in regola per vincere. Invece sul più bello s'è rotto l'MVP del campionato (e della RS d'Eurolega), determinante ancora più di Lavrinovic (ops, rotto pure lui).
Lo dico ora, sperando fortemente d'essere smentito: ad oggi, la scelta di prendere Jaric mi sa di harakiri.
venerdì 14 gennaio 2011
venerdì 15 ottobre 2010
Piero Bucchi campione d'Italia
Ripartiamo da dove è finita lo scorso anno. Con riferimento alla stagione passata, troviamo l'AJ Milano in testa, seguita da Virtus Bologna e solo terza la Montepaschi. Però parliamo della Coppa Disciplina. Se invece guardiamo la classifica vera della regular season, i conti si chiusero così:
1. Siena
2. Caserta
3. Milano
4. Cantù
5. Bologna
6. Montegranaro
7. Roma
8. Treviso
9. Avellino
10. Pesaro
11. Varese
12. Teramo
13. Cremona
14. Biella
15. Ferrara
Rispetto all'anno scorso, le squadre non si sono prodigate in operazioni masochiste, tipo Roma e le sue molteplici ali piccole, o Treviso senza playmaker. Oddio, a dirla tutta a Milano un po' di fosforo mancherebbe. L'AJ parte con la speranza di vincere lo scudetto. Illusi, dico io, innanzitutto per il suddetto motivo, ma anche perché (a mio immodesto parere) Siena s'è addirittura rafforzata.
Senza squadre cenerentola, rispetto all'anno scorso la situazione per Poetry in Motion è la seguente:
RINFORZATE
Montegranaro, Treviso, Avellino, Caserta, Pesaro
STABILI
Bologna, Cantù, Teramo
SCOMMESSE
Siena, Roma, Cremona, Biella
IDIOSINCRASIE
Milano, Varese (leggi Charlie)
con le neopromosse Sassari e Brindisi sì con problemi di squadra corta (soprattutto Sassari) e pericolosità sotto (soprattutto Brindisi), ma che tutto sommato ci piacciono.
Con questo equilibrio, come prima più di prima la distanza tra playoff e zona retrocessione dipenderà dalle lune degli americani: con che testa va Monroe a Brindisi? Chi è meglio dei due Green di Cantù? Il backcourt di Pesaro? Per non parlare di Biella che affida le chiavi della squadra a un lunatico come Sosa…
Nel frattempo, diamo i nostri primi premi:
Colpo dell'anno: Bo McCalebb
Colpaccio: Marc Salyers
Colpo al cuore: Melli a Milano
Colpo con silenziatore: Je'kel Foster
Colpo con silenziatore 2: Jared Homan
Colpo con silenziatore 3: Valerio Spinelli
Colpo di culo: David Moss a Siena
Scommessa simpatia: Cremona che parla lingue dell'est
Miglior mercato: Avellino
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lunedì 11 ottobre 2010
Nuova squadra, vecchio risultato
L'unica cosa che non sembra cambiato è il risultato finale. Siena vince anche questa volta, e lo fa con largo margine, contro una Virtus ancora in rodaggio, senza Winston e con Koponen non al meglio.
In realtà abbiamo visto una Mens Sana molto diversa, tanto negli uomini quanto nel gioco (ma non nella mentalità vincente), e più adatta alle nuove dimensioni dell'area. Una squadra che sembra meno dipendente dal tiro da fuori, innanzitutto: McCalebb è meno tiratore di McIntyre, Kaukenas meno di Domercant, Moss meno di Sato.
Oddio, a pensarci bene un'altra cosa non è cambiata: l'ago della bilancia è sempre Shaun Stonerook, quest'anno più che mai. Già a 16 di valutazione dopo soli 10 minuti, il capitano forma con David Moss un duo riccioluto di grandissima intelligenza cestistica. L'aumento dei giochi che lo vedono come protagonista è un primo sintomo: palla a Shaun fuori dall'arco, taglio dei vari Kaukenas (è il suo marchio di fabbrica), Carraretto e anche McCalebb e sono due punti facili.
Moss non sarà mai Sato, ma può dare un contributo diverso, meno appariscente. I primi venti minuti di Kemp, che sicuramente non è un attaccante timido, sono stati un incubo. Non ha abboccato a una finta.
Dove si potrà capire se questa Siena sarà la solita schiacciasassi, almeno in Italia, è in difesa. Negli anni passati, la Mens Sana chiudeva le partite con dei momenti difensivi assolutamente pregevoli, nei quali soffocava totalmente gli avversari e dava il via a break spezzagambe. Quest'anno la difesa per alcuni elementi sembra concentrarsi maggiormente sulla palla che sull'uomo, vedi McCalebb che ha mani rapidissime con le quali ha dato vita a numerosi contropiedi, spesso chiusi proprio da lui.
Punti da verificare? Al momento direi i rimbalzi (Rakovic difensivamente non è Eze, anche se in attacco siamo di fronte a un giocatore con molte più opzioni) e ovviamente qualche meccanismo offensivo (sulla zona 3-2 ad esempio Bologna ha costruito una minirimonta) e difensivo, ma in quel caso c'è anche da abituarsi alle nuove distanze sul perimetro.
In realtà abbiamo visto una Mens Sana molto diversa, tanto negli uomini quanto nel gioco (ma non nella mentalità vincente), e più adatta alle nuove dimensioni dell'area. Una squadra che sembra meno dipendente dal tiro da fuori, innanzitutto: McCalebb è meno tiratore di McIntyre, Kaukenas meno di Domercant, Moss meno di Sato.
Oddio, a pensarci bene un'altra cosa non è cambiata: l'ago della bilancia è sempre Shaun Stonerook, quest'anno più che mai. Già a 16 di valutazione dopo soli 10 minuti, il capitano forma con David Moss un duo riccioluto di grandissima intelligenza cestistica. L'aumento dei giochi che lo vedono come protagonista è un primo sintomo: palla a Shaun fuori dall'arco, taglio dei vari Kaukenas (è il suo marchio di fabbrica), Carraretto e anche McCalebb e sono due punti facili.
Moss non sarà mai Sato, ma può dare un contributo diverso, meno appariscente. I primi venti minuti di Kemp, che sicuramente non è un attaccante timido, sono stati un incubo. Non ha abboccato a una finta.
Dove si potrà capire se questa Siena sarà la solita schiacciasassi, almeno in Italia, è in difesa. Negli anni passati, la Mens Sana chiudeva le partite con dei momenti difensivi assolutamente pregevoli, nei quali soffocava totalmente gli avversari e dava il via a break spezzagambe. Quest'anno la difesa per alcuni elementi sembra concentrarsi maggiormente sulla palla che sull'uomo, vedi McCalebb che ha mani rapidissime con le quali ha dato vita a numerosi contropiedi, spesso chiusi proprio da lui.
Punti da verificare? Al momento direi i rimbalzi (Rakovic difensivamente non è Eze, anche se in attacco siamo di fronte a un giocatore con molte più opzioni) e ovviamente qualche meccanismo offensivo (sulla zona 3-2 ad esempio Bologna ha costruito una minirimonta) e difensivo, ma in quel caso c'è anche da abituarsi alle nuove distanze sul perimetro.
domenica 21 febbraio 2010
Sleepy 8
A margine, una Final8 davvero scialba. Mi ha fatto piacere rivedere King David tornare ai suoi standard e Koponen che sta diventando quel bel giocatorino che speravo potesse essere quando arrivarono le prime voci su sto ragazzino finlandese.
Per il resto, livello davvero bassino. Partite noiose, talento poco, giusto la soddisfazione di vedere Bucchi gettare la partita…
“Vediamo, come la vinco questa?”
martedì 26 gennaio 2010
Tiriamo le somme
Rispetto al campionato 2008/2009 (l’unico recente a 16 squadre), Siena e la sua motion offense si trovano allo stesso punto. Ma è sconcertante che, pur avendo segnato circa lo stesso numero di punti (1345 contro 1349), ne abbiano subiti molti di meno (993 contro 1060).
Come lo scorso campionato, le immediate inseguitrici sono staccate di 10 punti: la Milano di Bucchi prende il posto della Roma di Repesa. In comune, Sani Becirovic e la considerazione di principale alternativa a Siena… per intenderci, la stessa considerazione che ha Toldo come alternativa a Julio Cesar.
Caserta invece rappresenta quella che fu Teramo l’anno scorso, Avellino quello prima, e Napoli quattro stagioni fa: la meridionale simpatica, che gioca bene, ma che più di tanto non può rompere i coglioni.
Anche quest’anno tutte quelle che non sono Siena, ma degne di essere definite squadre, si trovano raccolte in 12 punti: alcune ridono (Caserta, Cantù, Biella, Montegranaro e ci metto anche la Virtus di Lardo), altre si meravigliano di problemi in regia che non ci si poteva assolutamente aspettare in fase di costruzione: Benetton e Roma. Treviso resta un bel progetto, ma troppe variabili sono andate allo stesso modo (male) perché il virgulto di Vitucci desse qualche frutto: Hackett poco leader, Kus il bel tiratore che da anni spingarda da fuori ma non un organizzatore, Cartier Martin chi? Quindi fuori Vitucci e dentro Gelsomino, generalmente bravo con i giovani, ma sempre che non gestisca le rotazioni con il cronometro come nella sua ultima esperienza romana. Capitolo Roma: Jaaber è una guardia che rende molto bene sugli scarichi, abbastanza bene in isolamento, molto meno bene quando deve costruire gioco. Su Vitali sapete come la penso. Il resto è una vagonata di ali, più o meno piccole, e Crosariol. Come ogni anno, Roma cerca di rafforzarsi attingendo un numero 4 dal mercato slavo (Askrabic, Golemac gli ultimi che mi vengono in mente), in questo caso al posto dell’impalpabile Tourè, ma per me è ancora in regia che serve qualcosa.
Piangono Pesaro, falcidiata dagli infortuni, Cremona, delusa da Forbes e con meno panchina di quanto non si aspettasse, e Ferrara, massicciamente intervenuta sul mercato, che anche l’anno scorso navigava in pessime acque prima di sfiorare i playoff a fine campionato.
Qualche premio:
MVP: Lavrinovic
Miglior Italiano: Aradori (menzione Mancinelli)
Rivelazione (e giocatore dal nome più bello): Ebi Ere (menzione Jeffrey Viggiano)
Miglior allenatore: Piero Bucchi
Miglior giocatore che si sapeva avrebbe cagato e così infatti è stato: James Thomas
Premio speciale “Alla veneranda età”: Randy Childress
Premio speciale “Gioco bene quasi solo quando non devo”: Michel Morandais
Miglior difensore: Mason Rocca
Premio speciale “A me mi piace”: Kennedy Winston
Quintetto ideale: Green (perchè sì) - Neal - Aradori - Lavrinovic - Eric Williams (contento Piero?)
P.s. Su un premio palesemente scherzavo, e non è il giocatore con il nome più bello.
Come lo scorso campionato, le immediate inseguitrici sono staccate di 10 punti: la Milano di Bucchi prende il posto della Roma di Repesa. In comune, Sani Becirovic e la considerazione di principale alternativa a Siena… per intenderci, la stessa considerazione che ha Toldo come alternativa a Julio Cesar.
Caserta invece rappresenta quella che fu Teramo l’anno scorso, Avellino quello prima, e Napoli quattro stagioni fa: la meridionale simpatica, che gioca bene, ma che più di tanto non può rompere i coglioni.
Anche quest’anno tutte quelle che non sono Siena, ma degne di essere definite squadre, si trovano raccolte in 12 punti: alcune ridono (Caserta, Cantù, Biella, Montegranaro e ci metto anche la Virtus di Lardo), altre si meravigliano di problemi in regia che non ci si poteva assolutamente aspettare in fase di costruzione: Benetton e Roma. Treviso resta un bel progetto, ma troppe variabili sono andate allo stesso modo (male) perché il virgulto di Vitucci desse qualche frutto: Hackett poco leader, Kus il bel tiratore che da anni spingarda da fuori ma non un organizzatore, Cartier Martin chi? Quindi fuori Vitucci e dentro Gelsomino, generalmente bravo con i giovani, ma sempre che non gestisca le rotazioni con il cronometro come nella sua ultima esperienza romana. Capitolo Roma: Jaaber è una guardia che rende molto bene sugli scarichi, abbastanza bene in isolamento, molto meno bene quando deve costruire gioco. Su Vitali sapete come la penso. Il resto è una vagonata di ali, più o meno piccole, e Crosariol. Come ogni anno, Roma cerca di rafforzarsi attingendo un numero 4 dal mercato slavo (Askrabic, Golemac gli ultimi che mi vengono in mente), in questo caso al posto dell’impalpabile Tourè, ma per me è ancora in regia che serve qualcosa.
Piangono Pesaro, falcidiata dagli infortuni, Cremona, delusa da Forbes e con meno panchina di quanto non si aspettasse, e Ferrara, massicciamente intervenuta sul mercato, che anche l’anno scorso navigava in pessime acque prima di sfiorare i playoff a fine campionato.
Qualche premio:
MVP: Lavrinovic
Miglior Italiano: Aradori (menzione Mancinelli)
Rivelazione (e giocatore dal nome più bello): Ebi Ere (menzione Jeffrey Viggiano)
Miglior allenatore: Piero Bucchi
Miglior giocatore che si sapeva avrebbe cagato e così infatti è stato: James Thomas
Premio speciale “Alla veneranda età”: Randy Childress
Premio speciale “Gioco bene quasi solo quando non devo”: Michel Morandais
Miglior difensore: Mason Rocca
Premio speciale “A me mi piace”: Kennedy Winston
Quintetto ideale: Green (perchè sì) - Neal - Aradori - Lavrinovic - Eric Williams (contento Piero?)
P.s. Su un premio palesemente scherzavo, e non è il giocatore con il nome più bello.
venerdì 15 gennaio 2010
Siena
Grazie ai suicidi di Roma, che aveva iniziato alla grande il proprio girone, e Milano, che si fa eliminare niente di meno che dal Prokom, solo Siena - guarda un po’ che sorpresa - passa tra le italiane. La Mens Sana passa con un 8-2 che farebbe ben sperare, se non fosse che il girone era scandalosamente facile (solo Siena e Barcellona hanno chiuso con un record positivo) e che le uniche due gare complicate, quelle contro gli spagnoli, sono terminate con un -19 e un -15.
Curiosità: Ndong ha 9 punti di media nel torneo, contro i verdi ne ha messi 19 e 13.
E’ anche una questione di abitudine, probabilmente. Siena finora ha giocato le uniche gare impegnative della sua stagione contro il Barcellona, non certo contro Caserta o Milano. Il Barcellona in campionato ha il Real Madrid e il Caja. Il Pana in campionato ha i derby con l’Olympiakos, in più nel girone s’è beccato proprio il Real e il Khimki.
Curiosità: Ndong ha 9 punti di media nel torneo, contro i verdi ne ha messi 19 e 13.
E’ anche una questione di abitudine, probabilmente. Siena finora ha giocato le uniche gare impegnative della sua stagione contro il Barcellona, non certo contro Caserta o Milano. Il Barcellona in campionato ha il Real Madrid e il Caja. Il Pana in campionato ha i derby con l’Olympiakos, in più nel girone s’è beccato proprio il Real e il Khimki.
lunedì 5 ottobre 2009
Ranking
Atteso tanto quanto Chinese Democracy, Duke Nukem Forever e uno schema originale di Piero Bucchi, arriva il ranking di basketblog per l’ormai imminente campionato di basket! Donne, masturbatevi con il virtuosismo lessicale di Dis/Impegno, che ha sopperito alle mie mancanze dovute a inevitabili impegni (Fifa 2010 è Fifa 2010…).
Ranking Serie A.
1) …… e che ne parliamo a fare?
2) AJ “Simpson” Milano: super quintetto, se Rocca sta bene anche una valida panchina (almeno per quanto riguarda i giocatori). Quest’anno Bucchi ha il play con le caratteristiche desiderate, due centri che rollano da far sentire profumo d’erba ganja e una guardia potenzialmente dominante. In più, gerarchie e ruoli sembrano definiti.
3) Benetton. Treviso ci sta abituando a rose belle come la Lolita di Nabokov: il problema è proprio la giovinezza, eccessiva. E anche un po’ d’intimidazione a centro area. Ovviamente parlo di Lolita. Hackett ha le chiavi della squadra, alle sue spalle Kus, più un cecchino che una guida. Il rischio è quello di brancolare nel buio, nel frattempo ci gustiamo questi Motejunas e gli altri giovanotti che hanno tutto quello che serve per volare alto.
4) Roma. Forse manca un’ala piccola. Scherzo. C’è l’equivoco playmaker, come sempre in presenza di Amadeus Vitali, Gentile deve ancora dimostrare di valere una panchina del genere e sotto canestro non sembra esserci troppa consistenza. Il talento però è tanto.
5) Virus Bo. Lardo. Koponen. Moss. Basterebbe questo per metterla su un ideale podio. In realtà l’infortunio a Collins ed un reparto lunghi abbastanza carente a rimbalzo fanno scendere le Vu nere di qualche posizione.
6) Cremona. Esterni tra i migliori della Lega per assortimento tra cui la pantera Forbes, che suo malgrado ha lasciato assaporare le sue grazie senza mai concedersi ai tifosi napoletani. Brandon Brown è una certezza per la squadra potenzialmente più divertente del campionato.
7) Avellino. Anche qua, reparto esterni che ha tutto per essere devastante, la stella senza cielo Akyol ed il sottovalutatissimo “Uomo della Verità” sotto canestro. L’incognita? Forse il simpatico quanto imprevedibile presidente.
8) Pesaro. Con Williams abile e arruolabile hanno un grande asse play-pivot, Sakota, Hicks a fare pentole e coperchi. Forse non è ancora completa nel settore esterni, ma sembra già molto solida. Senza Williams è un’altra storia…
9) Biella. Tolti Smith e Soragna, non è proprio una squadra di filosofi del gioco. Però viene da un anno trionfale ed hanno il talento per giocarsela con (quasi) tutti. Qui è a metà classifica, ma nessun’altra squadra può come Biella finire altissima o scendere molto in basso.
10) Teramo. Il Cocch è sempre il Cocch, ci sono Poeta e Amoroso. Ma sulla carta non convince. James Thomas dovrebbe essere un’idiosincrasia per tutti quelli che amano il gioco e con Jones al posto di Moss, Teramo si candida ad essere ostaggio delle proprie percentuali.
11) Caserta. Bowers e Jones a guidare l’attacco, il tuttofare Ebi potrebbe essere una sorpresa del campionato. Qualche dubbio sui play e sui centri, ma Sacripanti sa il fatto suo. Playoff sicuramente alla portata.
12) Cantù. Jerry Green è un signor giocatore, così come Markoishvili. Jeffers è un paraculo che si mette spesso nei guai, ma in un modo o nell’altro riesce a venirne fuori. E fisicamente è messo benino. Con lui che si butta dentro ed il Cardinale che spara da fuori, Cantù può andare forte. Ago della bilancia sono i minuti che Lydeka riuscirà a garantire e soprattutto Leunen.
13) Ferrara. Due combo guardie in regia, il nobile decaduto Jackson, Jamison a fare legna. Ricambi sotto la sufficienza.
14) Montegranaro. Frates non ci è mai piaciuto. Sappiamo che è un nostro problema, ma è anche uno dei motivi per cui mettiamo i simpatici marchigiani così bassi. Maestranzi è molto più di un’incognita, Hite e Marquinos garantiscono tanti punti, così come tolgono spazio all’eterna promessa Antonutti. Il reparto lunghi è molto “interno” e non molto atletico.
15) Varese. Non c’è un centro, Childress va per i 38 e si rischia di dipendere troppo dalle prestazioni balistiche di Thomas. Il baby Martinoni può incantare, Morandais e Slay sono due teste di ciuffo.
16) Napoli. Un cantiere. Con Adeleke e Tsaldaris ci hanno messo una pezza ma, scaramanzia o no, siamo sempre in fondo alla griglia. Il quintetto è fin troppo quadrato, l’apporto della panca in attacco è “limitato” (eufemismo), ma forse il mercato non è ancora chiuso. E c’è una settimana di precampionato in più degli altri.
Ranking Serie A.
1) …… e che ne parliamo a fare?
2) AJ “Simpson” Milano: super quintetto, se Rocca sta bene anche una valida panchina (almeno per quanto riguarda i giocatori). Quest’anno Bucchi ha il play con le caratteristiche desiderate, due centri che rollano da far sentire profumo d’erba ganja e una guardia potenzialmente dominante. In più, gerarchie e ruoli sembrano definiti.
3) Benetton. Treviso ci sta abituando a rose belle come la Lolita di Nabokov: il problema è proprio la giovinezza, eccessiva. E anche un po’ d’intimidazione a centro area. Ovviamente parlo di Lolita. Hackett ha le chiavi della squadra, alle sue spalle Kus, più un cecchino che una guida. Il rischio è quello di brancolare nel buio, nel frattempo ci gustiamo questi Motejunas e gli altri giovanotti che hanno tutto quello che serve per volare alto.
4) Roma. Forse manca un’ala piccola. Scherzo. C’è l’equivoco playmaker, come sempre in presenza di Amadeus Vitali, Gentile deve ancora dimostrare di valere una panchina del genere e sotto canestro non sembra esserci troppa consistenza. Il talento però è tanto.
5) Virus Bo. Lardo. Koponen. Moss. Basterebbe questo per metterla su un ideale podio. In realtà l’infortunio a Collins ed un reparto lunghi abbastanza carente a rimbalzo fanno scendere le Vu nere di qualche posizione.
6) Cremona. Esterni tra i migliori della Lega per assortimento tra cui la pantera Forbes, che suo malgrado ha lasciato assaporare le sue grazie senza mai concedersi ai tifosi napoletani. Brandon Brown è una certezza per la squadra potenzialmente più divertente del campionato.
7) Avellino. Anche qua, reparto esterni che ha tutto per essere devastante, la stella senza cielo Akyol ed il sottovalutatissimo “Uomo della Verità” sotto canestro. L’incognita? Forse il simpatico quanto imprevedibile presidente.
8) Pesaro. Con Williams abile e arruolabile hanno un grande asse play-pivot, Sakota, Hicks a fare pentole e coperchi. Forse non è ancora completa nel settore esterni, ma sembra già molto solida. Senza Williams è un’altra storia…
9) Biella. Tolti Smith e Soragna, non è proprio una squadra di filosofi del gioco. Però viene da un anno trionfale ed hanno il talento per giocarsela con (quasi) tutti. Qui è a metà classifica, ma nessun’altra squadra può come Biella finire altissima o scendere molto in basso.
10) Teramo. Il Cocch è sempre il Cocch, ci sono Poeta e Amoroso. Ma sulla carta non convince. James Thomas dovrebbe essere un’idiosincrasia per tutti quelli che amano il gioco e con Jones al posto di Moss, Teramo si candida ad essere ostaggio delle proprie percentuali.
11) Caserta. Bowers e Jones a guidare l’attacco, il tuttofare Ebi potrebbe essere una sorpresa del campionato. Qualche dubbio sui play e sui centri, ma Sacripanti sa il fatto suo. Playoff sicuramente alla portata.
12) Cantù. Jerry Green è un signor giocatore, così come Markoishvili. Jeffers è un paraculo che si mette spesso nei guai, ma in un modo o nell’altro riesce a venirne fuori. E fisicamente è messo benino. Con lui che si butta dentro ed il Cardinale che spara da fuori, Cantù può andare forte. Ago della bilancia sono i minuti che Lydeka riuscirà a garantire e soprattutto Leunen.
13) Ferrara. Due combo guardie in regia, il nobile decaduto Jackson, Jamison a fare legna. Ricambi sotto la sufficienza.
14) Montegranaro. Frates non ci è mai piaciuto. Sappiamo che è un nostro problema, ma è anche uno dei motivi per cui mettiamo i simpatici marchigiani così bassi. Maestranzi è molto più di un’incognita, Hite e Marquinos garantiscono tanti punti, così come tolgono spazio all’eterna promessa Antonutti. Il reparto lunghi è molto “interno” e non molto atletico.
15) Varese. Non c’è un centro, Childress va per i 38 e si rischia di dipendere troppo dalle prestazioni balistiche di Thomas. Il baby Martinoni può incantare, Morandais e Slay sono due teste di ciuffo.
16) Napoli. Un cantiere. Con Adeleke e Tsaldaris ci hanno messo una pezza ma, scaramanzia o no, siamo sempre in fondo alla griglia. Il quintetto è fin troppo quadrato, l’apporto della panca in attacco è “limitato” (eufemismo), ma forse il mercato non è ancora chiuso. E c’è una settimana di precampionato in più degli altri.
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lunedì 1 giugno 2009
Con tutta la stima…
… ma Siena ha anche un po’ rotto il cazzo. Forti, fortissimi, ma una volta ogni tanto mi piacerebbe vedere una partita di basket senza la sensazione trovarmi di fronte a una ripassata.
Il divario sembra nettissimo e francamente è difficile immaginare un esito diverso da quello più giusto. In una serie ne possono perdere una, se gli va malissimo due. Quattro francamente mi sembra complicato.
Su un forum ho letto la proposta di emulare i campionati francese e israeliano: quarti di finale come ora e poi Final Four stile NCAA, quindi a gara secca, magari in casa della squadra con il miglior record. Sarebbe un’ipotesi affascinante e renderebbe più incerto il tutto.
Detto da un osservatore appassionato che manco ha una squadra in serie A e quindi si gode solo questo sport, senza interessi di tifo.
Oh, comunque tanto di cappello. Davvero non so come facciano a giocare sempre con questa intensità quando chiunque in una situazione simile tenderebbe a rilassarsi un minimo.
Il divario sembra nettissimo e francamente è difficile immaginare un esito diverso da quello più giusto. In una serie ne possono perdere una, se gli va malissimo due. Quattro francamente mi sembra complicato.
Su un forum ho letto la proposta di emulare i campionati francese e israeliano: quarti di finale come ora e poi Final Four stile NCAA, quindi a gara secca, magari in casa della squadra con il miglior record. Sarebbe un’ipotesi affascinante e renderebbe più incerto il tutto.
Detto da un osservatore appassionato che manco ha una squadra in serie A e quindi si gode solo questo sport, senza interessi di tifo.
Oh, comunque tanto di cappello. Davvero non so come facciano a giocare sempre con questa intensità quando chiunque in una situazione simile tenderebbe a rilassarsi un minimo.
sabato 16 maggio 2009
Parlando dei playoff…
Barbershop conversation a quattro mani tra i due gestori di questo blog…
F: Se si vuole fare qualche chiacchiera da bar sui playoff, visto l’andazzo degli ultimi anni non si può non partire da un dato: la vittoria finale di Siena è quotata 1,20. L’ipotesi che questo dominio venga interrotto proprio quest’anno sembra fantabasket, ma visto che è gratis io proverei a fare qualche considerazione sulle possibili antagoniste.
V: Antagoniste? Io al momento non ne vedo. Fossi nella Snai avrei già sospeso le quote. Non scherziamo, Siena in una gara singola sarà anche battibile, ma in una serie al meglio delle sette? La Virtus è in crisi e comunque finora le ha sempre prese, Roma è in ripresa ma c’è sempre l’annoso problema: chi marca Lavrinovic?
F: Lavrinovic non lo marca nessuno in Italia e Roma non ha mai giustificato sul campo l’acquisto di Brezec, trascurando chiaramente i possibili accoppiamenti con Siena. Ultimamente ha provato a rimediare con Golemac, un lungo passatore e con un altissimo QI cestistico. Roma comunque, da quando è tornato Becirovic ha perso a Treviso, per poi vincerne 5 in fila. Ora come ora, sembra la più in forma del lotto delle inseguitrici, ma affronterà Biella, decisamente una brutta bestia. Come vedi questa serie?
V: A Biella fa caldo, a Roma non tanto e questo può fare la differenza e riequilibrare i valori. Mi riferisco ai palazzetti ovviamente! Io punterei sul 3-1, Biella è ostica ma quali risposte può trovare a Jaaber, oltre che allo stesso Becirovic. L’unica è che corrano come dannati e che si affidino alle percentuali. Ma si sa che sono effimere.
F: Di più difficile lettura penso sia la serie tra Virtus e Benetton; i bolognesi stanno andando maluccio, e hanno perso il fattore campo. I verdi in casa vanno fortissimo, ultimamente vincono anche fuori e si sono rinforzati con due vecchie volpi come Stefansson (lacrima) e Kalampokis (che già si è presentato ai bolognesi). Posto che Langford è una bestia, penso che la chiave della serie siano i lunghi bolognesi: se riescono ad imporre la loro fisicità, la V passa, ma io dico 3-2 verdi.
V: Mi sono distratto vedendo il video che ha pubblicato Tranquillo su Facebook dello spot con LeBron e quella gnugna delle Pussycat Dolls che sta con Hamilton. Dicevamo?
F: lo spot in cui lei gli dice: "Te lo succhio se mi dai mille dollari" ? (un applauso a chi riconosce la citazione, ndV)
V: Ah, Bologna… parli di fisicità dei lunghi bolognesi, e probabilmente hai ragione se la paragoni a quella di Nicevic e CJ Wallace, però i vari Terry, Giovannoni e Ford non mi sembrano dei colossi. Più che altro sono atletici, e anche in questo caso c’è la possibilità che si vada a mille all’ora. Considerando anche le caratteristiche dei due "play"… Tra l’altro il greco non mi è sembrato affatto male.
F: la Virtus è squadra decisamente da corsa, anche e soprattutto per la natura dei suoi lunghi, che sono o atipici (Giovannoni) o pericolosi soprattutto in situazioni dinamiche (Ford). Terry è forse il più forte fisicamente e sarà fondamentale il suo contributo in difesa… Chi corre molto meno è Milano, specie dopo il recente infortunio a Mason Rocca e l’acquisto del centrone italiano per antonomasia, Denis Marconato.
V: Ah, il famoso fattore di Lauriana memoria. Brutto accoppiamento quello con Teramo, non mi piace. I milanesi sono delle volpi e in stagione le hanno vinte entrambe. Confido nel Coach. Secondo me anche qua contano i lunghi: Teramo soffre quelli grossi e cattivi, e Milano ha Marconato e Taylor che sono perlomeno grossi.
F: Giustissimo, ma io penso che sia la differente lunghezza delle squadre a poter fare la differenza: se Teramo riesce a contenere il gap tra i "secondi quintetti", può dire la sua. Moss dovrà fare gli straordinari in difesa sul Falco…
V: Che dici, dipenderà tutto dalle percentuali da 3?
F: Milano più di Teramo fa affidamento al tiro da fuori (guarda un po’); il problemi per i ragazzi del coach possono nascere se i griffati milanesi trovano un alternativa al tiro da fuori, da cui il problema lunghi. Te la senti di dare un pronostico?
V: Il cuore dice 3-2, la ragione dice 1-3. Ma lo sai noi napoletani come siamo fatti…
F: Prendiamo una via di mezzo, scaramenticamente napoletana e diciamo 2-3.
V: Merito delle sapienti alchimie tattiche di coach Bucchi, ovviamente. Riflettevo che finora abbiamo parlato soprattutto dei lunghi, mentre secondo me se Pesaro ha una possibilità di arrivare a gara4 è proprio a causa dei piccoli: se riescono a tenere un minimo McIntyre e i vari Myers, Hicks, Curry imbroccano la partita…
F: ma il problema sta proprio nel lottare per arrivare a gara4, che può essere condizionante. Pesaro è molto squilibrata nella distribuzione dei punti, con Hicks e Curry a fare pentole e coperchi, nonostante un Hurd molto migliorato. Siena è Siena e già vincerne una sarebbe un successo per le vuelle.. sembra interessante il duello Akindele - Eze, di certo non Walton e Kareem, ma senza dubbio i lunghi più atletici del campionato.
V: Io sono curioso di vedere Hurd su Lavrinovic, secondo me è un duello sottovalutato. Potrebbe venirne fuori un accoppiamento interessante. E anche Sato-Hicks.
F: Hurd è un difensore davvero ostico, e non penso sia un avversario simpaticissimo. Che dici, 3-0 Siena?
V: A meno che non si verifichino quei fattori di cui dicevo prima, direi di sì. In conclusione, una piccola provocazione: ieri la Fip ha varato una delibera sugli stranieri. Minimo 5 giocatori selezionabili per la Nazionale più uno che presumo sia un oriundo. Poi sei giocatori di cui massimo 2 non comunitari (2+4) oppure cinque giocatori di cui 3 non comunitari (3+2). La Lega s’è incazzata come una belva e per me hanno pure ragione. Gli italiani bravi giocano, così si alza il costo degli italiani e dei comunitari con ovvie ripercussioni per le piccole e ripeteremo ogni anno quanto accaduto la scorsa estate. Ma se si dicesse finalmente di staccarsi dalla Fip?
F: E in ottica di miglioramento degli italiani, serve davvero imporre delle quote? o sarebbero più indicate riforme strutturali, che partano dalle giovanili e che comprendano anche un campionato universitario?
V: Tanto non ti pigliano in squadra Francè…
F: Se si vuole fare qualche chiacchiera da bar sui playoff, visto l’andazzo degli ultimi anni non si può non partire da un dato: la vittoria finale di Siena è quotata 1,20. L’ipotesi che questo dominio venga interrotto proprio quest’anno sembra fantabasket, ma visto che è gratis io proverei a fare qualche considerazione sulle possibili antagoniste.
V: Antagoniste? Io al momento non ne vedo. Fossi nella Snai avrei già sospeso le quote. Non scherziamo, Siena in una gara singola sarà anche battibile, ma in una serie al meglio delle sette? La Virtus è in crisi e comunque finora le ha sempre prese, Roma è in ripresa ma c’è sempre l’annoso problema: chi marca Lavrinovic?
F: Lavrinovic non lo marca nessuno in Italia e Roma non ha mai giustificato sul campo l’acquisto di Brezec, trascurando chiaramente i possibili accoppiamenti con Siena. Ultimamente ha provato a rimediare con Golemac, un lungo passatore e con un altissimo QI cestistico. Roma comunque, da quando è tornato Becirovic ha perso a Treviso, per poi vincerne 5 in fila. Ora come ora, sembra la più in forma del lotto delle inseguitrici, ma affronterà Biella, decisamente una brutta bestia. Come vedi questa serie?
V: A Biella fa caldo, a Roma non tanto e questo può fare la differenza e riequilibrare i valori. Mi riferisco ai palazzetti ovviamente! Io punterei sul 3-1, Biella è ostica ma quali risposte può trovare a Jaaber, oltre che allo stesso Becirovic. L’unica è che corrano come dannati e che si affidino alle percentuali. Ma si sa che sono effimere.
F: Di più difficile lettura penso sia la serie tra Virtus e Benetton; i bolognesi stanno andando maluccio, e hanno perso il fattore campo. I verdi in casa vanno fortissimo, ultimamente vincono anche fuori e si sono rinforzati con due vecchie volpi come Stefansson (lacrima) e Kalampokis (che già si è presentato ai bolognesi). Posto che Langford è una bestia, penso che la chiave della serie siano i lunghi bolognesi: se riescono ad imporre la loro fisicità, la V passa, ma io dico 3-2 verdi.
V: Mi sono distratto vedendo il video che ha pubblicato Tranquillo su Facebook dello spot con LeBron e quella gnugna delle Pussycat Dolls che sta con Hamilton. Dicevamo?
F: lo spot in cui lei gli dice: "Te lo succhio se mi dai mille dollari" ? (un applauso a chi riconosce la citazione, ndV)
V: Ah, Bologna… parli di fisicità dei lunghi bolognesi, e probabilmente hai ragione se la paragoni a quella di Nicevic e CJ Wallace, però i vari Terry, Giovannoni e Ford non mi sembrano dei colossi. Più che altro sono atletici, e anche in questo caso c’è la possibilità che si vada a mille all’ora. Considerando anche le caratteristiche dei due "play"… Tra l’altro il greco non mi è sembrato affatto male.
F: la Virtus è squadra decisamente da corsa, anche e soprattutto per la natura dei suoi lunghi, che sono o atipici (Giovannoni) o pericolosi soprattutto in situazioni dinamiche (Ford). Terry è forse il più forte fisicamente e sarà fondamentale il suo contributo in difesa… Chi corre molto meno è Milano, specie dopo il recente infortunio a Mason Rocca e l’acquisto del centrone italiano per antonomasia, Denis Marconato.
V: Ah, il famoso fattore di Lauriana memoria. Brutto accoppiamento quello con Teramo, non mi piace. I milanesi sono delle volpi e in stagione le hanno vinte entrambe. Confido nel Coach. Secondo me anche qua contano i lunghi: Teramo soffre quelli grossi e cattivi, e Milano ha Marconato e Taylor che sono perlomeno grossi.
F: Giustissimo, ma io penso che sia la differente lunghezza delle squadre a poter fare la differenza: se Teramo riesce a contenere il gap tra i "secondi quintetti", può dire la sua. Moss dovrà fare gli straordinari in difesa sul Falco…
V: Che dici, dipenderà tutto dalle percentuali da 3?
F: Milano più di Teramo fa affidamento al tiro da fuori (guarda un po’); il problemi per i ragazzi del coach possono nascere se i griffati milanesi trovano un alternativa al tiro da fuori, da cui il problema lunghi. Te la senti di dare un pronostico?
V: Il cuore dice 3-2, la ragione dice 1-3. Ma lo sai noi napoletani come siamo fatti…
F: Prendiamo una via di mezzo, scaramenticamente napoletana e diciamo 2-3.
V: Merito delle sapienti alchimie tattiche di coach Bucchi, ovviamente. Riflettevo che finora abbiamo parlato soprattutto dei lunghi, mentre secondo me se Pesaro ha una possibilità di arrivare a gara4 è proprio a causa dei piccoli: se riescono a tenere un minimo McIntyre e i vari Myers, Hicks, Curry imbroccano la partita…
F: ma il problema sta proprio nel lottare per arrivare a gara4, che può essere condizionante. Pesaro è molto squilibrata nella distribuzione dei punti, con Hicks e Curry a fare pentole e coperchi, nonostante un Hurd molto migliorato. Siena è Siena e già vincerne una sarebbe un successo per le vuelle.. sembra interessante il duello Akindele - Eze, di certo non Walton e Kareem, ma senza dubbio i lunghi più atletici del campionato.
V: Io sono curioso di vedere Hurd su Lavrinovic, secondo me è un duello sottovalutato. Potrebbe venirne fuori un accoppiamento interessante. E anche Sato-Hicks.
F: Hurd è un difensore davvero ostico, e non penso sia un avversario simpaticissimo. Che dici, 3-0 Siena?
V: A meno che non si verifichino quei fattori di cui dicevo prima, direi di sì. In conclusione, una piccola provocazione: ieri la Fip ha varato una delibera sugli stranieri. Minimo 5 giocatori selezionabili per la Nazionale più uno che presumo sia un oriundo. Poi sei giocatori di cui massimo 2 non comunitari (2+4) oppure cinque giocatori di cui 3 non comunitari (3+2). La Lega s’è incazzata come una belva e per me hanno pure ragione. Gli italiani bravi giocano, così si alza il costo degli italiani e dei comunitari con ovvie ripercussioni per le piccole e ripeteremo ogni anno quanto accaduto la scorsa estate. Ma se si dicesse finalmente di staccarsi dalla Fip?
F: E in ottica di miglioramento degli italiani, serve davvero imporre delle quote? o sarebbero più indicate riforme strutturali, che partano dalle giovanili e che comprendano anche un campionato universitario?
V: Tanto non ti pigliano in squadra Francè…
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domenica 8 marzo 2009
Siena-Roma e altro
Partita non bellissima, stranamente la Mens Sana ha difeso maluccio. Visto l’infortunio di Lavrinovic, per poter passare il turno contro il Panathinaikos Siena dovrà chiedere gli straordinari a Mc Intyre e un Kaukenas in miglioramento rispetto alle ultime uscite. Comunque, non è di questo che voglio parlare visto che le considerazioni sulle due squadre non è che siano cambiate di molto in seguito alla partita di oggi. Mi concentrerei invece sull’arbitraggio, prendendo come spunto la partita di oggi e quanto evidenziato da Tranquillo nell’intervallo a proposito della tendenza di non fischiare quello che è stato ribattezzato "quarto tempo". Ossia una penetrazione in cui sostanzialmente i giocatori fanno un passo in più. Nell’intervallo sono state mostrate alcune immagini Nba in cui sono stati mostrati sostenzialmente dei quinti tempi concessi a nomi noti per le loro camminate (Wade, LeBron James). Allo stesso tempo, sono stati fatti vedere molti movimenti sospetti avvenuti nel primo tempo della partita, parlando dell’ipotesi di legalizzarli. Ipotesi che io giudico assurda e che favorirebbe in maniera smodata l’attacco. La verità è che, in vista di un ipotetico spettacolo, la linea è quella di concentrarsi maggiormente su quanto viene fatto con la parte superiore del corpo. Se agli arbitri fosse detto di destinare ai passi un 20% dell’attenzione che questi stanno rivolgendo al palming (il palleggio accompagnato) sarebbe meglio. Ma questa situazione si incastra nell’assurda volontà di complicare questo gioco, vedi la faccenda dell’antisportivo di cui parlavo qualche giorno fa, vedi la ridicola freccia del possesso alternato che ha sostituito una semplicissima contesa, vedi l’orrido semicerchio che al momento fortunatamente esiste solo in Nba ma che dovrebbe essere esportato anche da questa parte dell’Oceano.
domenica 22 febbraio 2009
Fantasmi
Chissà quante volte, nell’ultimo quarto, nella testa dei giocatori senesi è subentrato il ricordo del secondo tempo delle scorse Final Four di Eurolega, quando, dopo un primo tempo perfetto, avevano regalato la finale al Maccabi continuando a tirare (e sbagliare da 3). Se è vero che la zona, nel caso di oggi la 1-3-1, ti porta a tirare all’inverosimile da fuori, lo stesso credo di poter dire che la Mens Sana tende a fossilizzarsi in maniera eccessiva sul tiro da fuori, e quando inizia a non entrarti più rischi di brutto, anche se dall’altra parte difendi bene. Se poi continui a perdere palla in lunetta, favorisci canestri facili di una Virtus buona e volenterosa. La finale di oggi non ha sconvolto le mie idee: Siena è forte ma in una gara secca può perdere con chiunque, e questo lo puoi pagare in competizioni come la Final Eight o come la Final Four. In una serie scudetto al meglio delle 7 continuo a credere non avranno grossissimi problemi, a meno che il braccino non colpisca troppi giocatori contemporaneamente. Ma se in Italia puoi permetterti, grazie alla tua superiorità, di fossilizzarti sul tiro da 3, in Europa non puoi farlo, Maccabi docet. Resto quindi dell’idea che Siena avrebbe bisogno, per aumentare di un buon 10% le sue comunque discrete possibilità di vittoria europee, di qualcuno a cui affidare la palla per due facili e sicuri nei momenti di difficoltà.
Ah, un’ultima cosa: mica penserete sia stato un caso che la palla sulle ultime due rimesse della Virtus sia stata sporcata in entrambi i casi dall’immenso ricciolone?
Ah, un’ultima cosa: mica penserete sia stato un caso che la palla sulle ultime due rimesse della Virtus sia stata sporcata in entrambi i casi dall’immenso ricciolone?
venerdì 23 gennaio 2009
Giro di boa
Finito il girone d’andata, vediamo un po’ come sono andate le protagoniste del campionato italiano secondo la giuria di basketblog.
SIENA - E che vuoi dire di più? Dominano, si rompe Finley e prendono McDonald, si fa male Kaukenas e trovano un grandissimo Carraretto. C’è poco da fare, mentre le altre continuano a cambiare pezzi su pezzi, loro hanno un gruppo ormai consolidato, fanno i giusti innesti, e anche quando dominano sono piacevolissimi da vedere per la qualità del gioco. Ricciolone su tutti, ovviamente. Finisce l’andata da imbattuta (con un aiutino contro Teramo). Qualche sconfitta potrà anche arrivare, ma valli a battere in una serie al meglio delle sette…
ROMA - La cura Gentile ha funzionato alla perfezione. Il nuovo coach ha fatto ordine nelle rotazioni incasinate di Repesa, ha sfrondato i rami secchi (Ray), ha puntato su Jaaber e ha rilanciato Jennings nel suo momento peggiore. Ci sono ancora tanti problemi (Brezec su tutti), ma intanto la Lottomatica può tranquillamente dire la sua per la corsa al primo posto dei comuni mortali.
TERAMO - Shhhhh, non diciamo niente…. Sono simpatici, giocano bene e vincono. Capobianco unico dio, citando Delonte Arenas. Qualsiasi altra parola è vana.
TREVISO - Bella squadra, e chissà che l’infortunio di Wood non l’abbia addirittura favorita. Nigga a parte, CJ Wallace resta un giocatore unico nel panorama italiano, Nicevic e Rancik forniscono un apporto consistente. E soprattutto fanno giocare (anche tanto) Renzi, per ora meglio di Rullo. Il futuro è suo.
VIRTUS - Nonostante l’inesperienza del finnico, a me sembra giochi meglio con lui in campo piuttosto che con Boykins, i suoi capricci e i suoi turnovers. Ma i giocatori chiave mi sembrano essere Langford (mr. utilità) e Giovannoni con la sua atipicità. Squadra che non dispiace, ma quando non è in giornata meglio cambiare canale.
AVELLINO - Direi che sta là dove doveva stare… bene Best, bene Warren, forse serviva una bocca da fuoco più affidabile. Mea culpa su Tusek, lo credevo finito e invece guardalo là…
CANTU’ - Certa gente non impara mai e continua a darli per spacciati ogni anno. Se la scorsa stagione poteva anche avere un senso, con tutti i carneadi che schierava, quest’anno c’era comunque Tourè da inizio anno, oltre a Elder e Pinkney che, per quanto discontinui, hanno talento a grappoli. Al resto ci pensa Arrigoni.
MONTEGRANARO - Girone d’andata capolavoro, ma li vedo un po’ in calo. Forse Hunter là sotto avrebbe bisogno di una mano, ma la rinuncia a Kemp è stata una mossa decisiva. Dipendono dalle lune di Garris, mentre Taylor sembra interessante.
MILANO - Risaliranno, specie se prendono quella PG necessaria per il (non) gioco di Bucchi. Dovrebbe arrivare Hollis Price, ma a questo punto ci sarebbe da sfoltire un reparto guardie affollatissime.
BIELLA - Gaines è un talento e tutto quello che volete voi, ma resto dell’idea che una squadra che voglia salvarsi debba avere giocatori più continui. Per fortuna c’è Joe Smith, e, a dimostrazione di quanto detto prima, il momento migliore per l’Angelico è arrivato in concomitanza con una grande serie di partite di Valerio Spinelli. Occhio a Gist se mette su un mid range game.
PESARO - Bel pasticcio. Non capisco come possano continuare a puntare su gente totalmente priva di cervello, non mi sembra da Sacripanti. Se in giornata possono battere quasi tutti, ma c’è bisogno dell’allineamento di troppi pianeti. Probabile che i playoff li guardino dalla tv anche quest’anno.
CASERTA - Vedi sopra, e infatti Ron Slay lo scorso anno giocava a Pesaro. La ciliegina sulla torta è stato Jenkins, mangiapalloni bollito. Però il talento c’è e dovrebbero salvarsi.
FORTITUDO - Qua ci sarebbe da scriverci un libro. Mancano in regia, visto che né Huertas né Gordon (che a me piace parecchio e che con una guida affianco potrebbe crescere in tranquillità) sono dei veri play. Sottocanestro mi sembra si siano sistemati con il Papa e con Fucka… ma quando si finirà di pompare giocatori come Woods non sarà mai troppo tardi.
FERRARA - A me non dispiacciono, e se Ray si dimostra poco poco affidabile possono anche salvarsi senza troppi patemi. Molto dipende da Jamison, però, che nonostante l’età può ancora portare a scuola una quindicina di pari ruolo.
RIETI - Oltre ogni ostacolo, oltre la penalizzazione, oltre la crisi societaria, oltre il talento relativamente scarso. Ennesimo miracolo di Lardo.
UDINE - L’arrivo di Forte non ha cambiato di molto la situazione, e in più ha levato tiri a Rashad Anderson che aveva iniziato alla grande. Non è che siano scarsi, ma l’usato sicuro non sempre conviene e il correttivo non mi è sembrato dei più appropriati. Vedremo se Sacchetti farà il colpaccio.
SIENA - E che vuoi dire di più? Dominano, si rompe Finley e prendono McDonald, si fa male Kaukenas e trovano un grandissimo Carraretto. C’è poco da fare, mentre le altre continuano a cambiare pezzi su pezzi, loro hanno un gruppo ormai consolidato, fanno i giusti innesti, e anche quando dominano sono piacevolissimi da vedere per la qualità del gioco. Ricciolone su tutti, ovviamente. Finisce l’andata da imbattuta (con un aiutino contro Teramo). Qualche sconfitta potrà anche arrivare, ma valli a battere in una serie al meglio delle sette…
ROMA - La cura Gentile ha funzionato alla perfezione. Il nuovo coach ha fatto ordine nelle rotazioni incasinate di Repesa, ha sfrondato i rami secchi (Ray), ha puntato su Jaaber e ha rilanciato Jennings nel suo momento peggiore. Ci sono ancora tanti problemi (Brezec su tutti), ma intanto la Lottomatica può tranquillamente dire la sua per la corsa al primo posto dei comuni mortali.
TERAMO - Shhhhh, non diciamo niente…. Sono simpatici, giocano bene e vincono. Capobianco unico dio, citando Delonte Arenas. Qualsiasi altra parola è vana.
TREVISO - Bella squadra, e chissà che l’infortunio di Wood non l’abbia addirittura favorita. Nigga a parte, CJ Wallace resta un giocatore unico nel panorama italiano, Nicevic e Rancik forniscono un apporto consistente. E soprattutto fanno giocare (anche tanto) Renzi, per ora meglio di Rullo. Il futuro è suo.
VIRTUS - Nonostante l’inesperienza del finnico, a me sembra giochi meglio con lui in campo piuttosto che con Boykins, i suoi capricci e i suoi turnovers. Ma i giocatori chiave mi sembrano essere Langford (mr. utilità) e Giovannoni con la sua atipicità. Squadra che non dispiace, ma quando non è in giornata meglio cambiare canale.
AVELLINO - Direi che sta là dove doveva stare… bene Best, bene Warren, forse serviva una bocca da fuoco più affidabile. Mea culpa su Tusek, lo credevo finito e invece guardalo là…
CANTU’ - Certa gente non impara mai e continua a darli per spacciati ogni anno. Se la scorsa stagione poteva anche avere un senso, con tutti i carneadi che schierava, quest’anno c’era comunque Tourè da inizio anno, oltre a Elder e Pinkney che, per quanto discontinui, hanno talento a grappoli. Al resto ci pensa Arrigoni.
MONTEGRANARO - Girone d’andata capolavoro, ma li vedo un po’ in calo. Forse Hunter là sotto avrebbe bisogno di una mano, ma la rinuncia a Kemp è stata una mossa decisiva. Dipendono dalle lune di Garris, mentre Taylor sembra interessante.
MILANO - Risaliranno, specie se prendono quella PG necessaria per il (non) gioco di Bucchi. Dovrebbe arrivare Hollis Price, ma a questo punto ci sarebbe da sfoltire un reparto guardie affollatissime.
BIELLA - Gaines è un talento e tutto quello che volete voi, ma resto dell’idea che una squadra che voglia salvarsi debba avere giocatori più continui. Per fortuna c’è Joe Smith, e, a dimostrazione di quanto detto prima, il momento migliore per l’Angelico è arrivato in concomitanza con una grande serie di partite di Valerio Spinelli. Occhio a Gist se mette su un mid range game.
PESARO - Bel pasticcio. Non capisco come possano continuare a puntare su gente totalmente priva di cervello, non mi sembra da Sacripanti. Se in giornata possono battere quasi tutti, ma c’è bisogno dell’allineamento di troppi pianeti. Probabile che i playoff li guardino dalla tv anche quest’anno.
CASERTA - Vedi sopra, e infatti Ron Slay lo scorso anno giocava a Pesaro. La ciliegina sulla torta è stato Jenkins, mangiapalloni bollito. Però il talento c’è e dovrebbero salvarsi.
FORTITUDO - Qua ci sarebbe da scriverci un libro. Mancano in regia, visto che né Huertas né Gordon (che a me piace parecchio e che con una guida affianco potrebbe crescere in tranquillità) sono dei veri play. Sottocanestro mi sembra si siano sistemati con il Papa e con Fucka… ma quando si finirà di pompare giocatori come Woods non sarà mai troppo tardi.
FERRARA - A me non dispiacciono, e se Ray si dimostra poco poco affidabile possono anche salvarsi senza troppi patemi. Molto dipende da Jamison, però, che nonostante l’età può ancora portare a scuola una quindicina di pari ruolo.
RIETI - Oltre ogni ostacolo, oltre la penalizzazione, oltre la crisi societaria, oltre il talento relativamente scarso. Ennesimo miracolo di Lardo.
UDINE - L’arrivo di Forte non ha cambiato di molto la situazione, e in più ha levato tiri a Rashad Anderson che aveva iniziato alla grande. Non è che siano scarsi, ma l’usato sicuro non sempre conviene e il correttivo non mi è sembrato dei più appropriati. Vedremo se Sacchetti farà il colpaccio.
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lunedì 5 gennaio 2009
Basket Day
Un’overdose di basket. Grazie alla gentile disponibilità di Piero e famiglia, io e la mia lei abbiamo passato 10 ore comodamente spaparanzati su un divano a rimpinguarci di cibo e a guardare partite di basket. Degna conclusione delle vacanze natalizie, e ancora tanti ringraziamenti alla famigliola. Peccato che Sky ci abbia privato della possibilità di vedere l’impresa del secolo, ovvero il trilione (quando un giocatore fa segnare 0 in tutte le voci statistiche eccetto, ovviamente, i minuti) da 17 minuti di Matteo Soragna!
Sulla prima partita non è che ci sia molto da dire, se non che il risultato è bugiardo. Vista la differenza in campo, Siena avrebbe dovuto vincere di 40 punti con la Virtus. La Mens Sana è una macchina in attacco, ma tutto nasce da una difesa incredibile. D’altra parte, nel caso ti trovassi a battere dal palleggio un esterno, poi devi trovare come concludere contro Eze (ma quanto è migliorato…), Stonerook e Sato, ieri devastante. Se non bastasse, dalla panchina esce Lavrinovic che continua a segnare con una facilità imbarazzante. La Virtus ha adottato una linea di compromesso con Boykins, ma ora come ora i due migliori sono probabilmente Langford e Giovannoni, due che il campionato italiano lo conoscono benissimo.
Sfida salvezza piacevole tra Biella e Ferrara. Alla fine la spuntano i piemontesi, con Spinelli e Gist che nel secondo tempo alzano il volume in attacco. Valerio lo conosco da tifoso, con i suoi tanti pregi e i suoi tanti difetti. Avesse un arresto e tiro sarebbe giocatore da prima fascia, ma nell’ultimo mese sta facendo cose pazzesche. Positiva la fiducia nei suoi confronti di Bechi, dopo che nel finale di primo tempo aveva combinato un paio di pasticci. Non mi sembra un mistero che Biella giochi meglio quando in campo ci sono lui e Smith, con Gaines che infatti ha passato la ripresa comodamente assiso. Resto dell’idea che una squadra che punta alla salvezza necessiterebbe di un esterno con punti nelle mani in maniera costante. Biella ce l’ha, ma è Smith, non Gaines, che però in quei rari momenti in cui si accende fa vedere cose notevoli. Cose notevoli che ha messo in mostra anche Gist, atleta pazzesco, buon tiratore dall’arco. Anche lui mi sembra mancare di mid range game, ma il ragazzo è giovane. Ferrara invece non la comprendo a pieno. Una squadra con Collins, Apodaca, Ebi dovrebbe cercare di correre, non di arrivare ai 70 punti. Capisco che la presenza di Jamison faccia tendere verso un gioco in controllo, ma a questo punto la palla al centrone devi darla. Le poche volte in cui la Carife lo ha fatto, il buon vecchio Harold ha messo in difficoltà Biella, anche se gli anni iniziano a farsi sentire.
Sarà stata la digestione, ma quella tra Avellino e Pesaro è stata l’unica partita che ho trovato veramente orribile. Attacchi confusionari, difese tutt’altro che buone. Nonostante giocassero spesso con quintetti bassi e leggeri, gli irpini hanno trovato una cornucopia di rimbalzi offensivi. Mi è piaciuto molto Warren, nonostante i tanti tiri sbagliati, mentre devo fare pubblica ammenda su Tusek, che giudicavo ormai finito e invece continua a portare mattoni importanti alla causa. Pesaro anche quest’anno non mi sembra una squadra, ed è alla disperata ricerca di un play. Sottocanestro, Akindele è una presenza, ma offensivamente siamo alla lettera A.
Il match clou di basketblog è stato Montegranaro-Teramo, due squadre simpatiche, una rivelazione e mezzo (perché Teramo lo è solo per alcuni), due coach giovani in gamba, e tifo teramano sul divano. E’ stata una partita a scacchi. La Banca Tercas è partita malissimo, perdendo palloni in quantità industriali, poi ha trovato fluidità in attacco ma soprattutto è riuscita a non far trovare mai il ritmo a Montegranaro, grazie a una sapiente alternanza di difese a zona e a uomo. Sono stati Poeta e Brown a chiudere il match con alcuni canestri pesantissimi.
In serata, sfida tra due squadre malate. Roma è sembrata in progressiva guarigione rispetto alle ultime uscite. Gentile continua a dire di non voler continuare fino a fine stagione da head coach, ma intanto è riuscito a dare delle gerarchie più definite tra gli esterni e a utilizzarli al meglio delle loro capacità. C’è ancora tanto lavoro da fare, ma siamo sulla buona strada. Milano invece è sembrata in fase terminale. Che Bucchi non mi sia simpatico si sa, ma quanto visto nel prepartita (le ultime tre azioni contro Treviso, ossia tre pick and roll consecutivi, alla faccia della varietà offensiva) va oltre la mia immaginazione. Niente di nuovo sotto il sole, manca la point guard che possa mettere in ritmo Thomas e Hall, solo nel finale sono arrivati palloni giocabili a Rocca, Hawkins vive di fiammate e niente più, si va avanti a pick and roll e tiri da 3.
Sulla prima partita non è che ci sia molto da dire, se non che il risultato è bugiardo. Vista la differenza in campo, Siena avrebbe dovuto vincere di 40 punti con la Virtus. La Mens Sana è una macchina in attacco, ma tutto nasce da una difesa incredibile. D’altra parte, nel caso ti trovassi a battere dal palleggio un esterno, poi devi trovare come concludere contro Eze (ma quanto è migliorato…), Stonerook e Sato, ieri devastante. Se non bastasse, dalla panchina esce Lavrinovic che continua a segnare con una facilità imbarazzante. La Virtus ha adottato una linea di compromesso con Boykins, ma ora come ora i due migliori sono probabilmente Langford e Giovannoni, due che il campionato italiano lo conoscono benissimo.
Sfida salvezza piacevole tra Biella e Ferrara. Alla fine la spuntano i piemontesi, con Spinelli e Gist che nel secondo tempo alzano il volume in attacco. Valerio lo conosco da tifoso, con i suoi tanti pregi e i suoi tanti difetti. Avesse un arresto e tiro sarebbe giocatore da prima fascia, ma nell’ultimo mese sta facendo cose pazzesche. Positiva la fiducia nei suoi confronti di Bechi, dopo che nel finale di primo tempo aveva combinato un paio di pasticci. Non mi sembra un mistero che Biella giochi meglio quando in campo ci sono lui e Smith, con Gaines che infatti ha passato la ripresa comodamente assiso. Resto dell’idea che una squadra che punta alla salvezza necessiterebbe di un esterno con punti nelle mani in maniera costante. Biella ce l’ha, ma è Smith, non Gaines, che però in quei rari momenti in cui si accende fa vedere cose notevoli. Cose notevoli che ha messo in mostra anche Gist, atleta pazzesco, buon tiratore dall’arco. Anche lui mi sembra mancare di mid range game, ma il ragazzo è giovane. Ferrara invece non la comprendo a pieno. Una squadra con Collins, Apodaca, Ebi dovrebbe cercare di correre, non di arrivare ai 70 punti. Capisco che la presenza di Jamison faccia tendere verso un gioco in controllo, ma a questo punto la palla al centrone devi darla. Le poche volte in cui la Carife lo ha fatto, il buon vecchio Harold ha messo in difficoltà Biella, anche se gli anni iniziano a farsi sentire.
Sarà stata la digestione, ma quella tra Avellino e Pesaro è stata l’unica partita che ho trovato veramente orribile. Attacchi confusionari, difese tutt’altro che buone. Nonostante giocassero spesso con quintetti bassi e leggeri, gli irpini hanno trovato una cornucopia di rimbalzi offensivi. Mi è piaciuto molto Warren, nonostante i tanti tiri sbagliati, mentre devo fare pubblica ammenda su Tusek, che giudicavo ormai finito e invece continua a portare mattoni importanti alla causa. Pesaro anche quest’anno non mi sembra una squadra, ed è alla disperata ricerca di un play. Sottocanestro, Akindele è una presenza, ma offensivamente siamo alla lettera A.
Il match clou di basketblog è stato Montegranaro-Teramo, due squadre simpatiche, una rivelazione e mezzo (perché Teramo lo è solo per alcuni), due coach giovani in gamba, e tifo teramano sul divano. E’ stata una partita a scacchi. La Banca Tercas è partita malissimo, perdendo palloni in quantità industriali, poi ha trovato fluidità in attacco ma soprattutto è riuscita a non far trovare mai il ritmo a Montegranaro, grazie a una sapiente alternanza di difese a zona e a uomo. Sono stati Poeta e Brown a chiudere il match con alcuni canestri pesantissimi.
In serata, sfida tra due squadre malate. Roma è sembrata in progressiva guarigione rispetto alle ultime uscite. Gentile continua a dire di non voler continuare fino a fine stagione da head coach, ma intanto è riuscito a dare delle gerarchie più definite tra gli esterni e a utilizzarli al meglio delle loro capacità. C’è ancora tanto lavoro da fare, ma siamo sulla buona strada. Milano invece è sembrata in fase terminale. Che Bucchi non mi sia simpatico si sa, ma quanto visto nel prepartita (le ultime tre azioni contro Treviso, ossia tre pick and roll consecutivi, alla faccia della varietà offensiva) va oltre la mia immaginazione. Niente di nuovo sotto il sole, manca la point guard che possa mettere in ritmo Thomas e Hall, solo nel finale sono arrivati palloni giocabili a Rocca, Hawkins vive di fiammate e niente più, si va avanti a pick and roll e tiri da 3.
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lunedì 17 novembre 2008
Roma-Siena (and more…)
E’ andato quasi tutto secondo i piani. Pranzo ottimo dalla sora Ines ad Ariccia, compagnia di primissimo livello. Unico dettaglio: Simone aveva lasciato i biglietti in banca a Roma. Tentativo di recupero andato a vuoto, ci tocca ricomprarli e inoltre arriviamo pure a partita già iniziata.
Comunque… della cronaca della partita frega poco, l’avrete letta altrove e francamente non riesco ad essere preciso. Siena prende presto il largo. Roma decide di rifugiarsi nella tana del lupo provando a difendere a zona e viene puntualmente punita anche quando questa si trasforma in zone press. La Lottomatica riuscirà a rifarsi sotto ma sul -6 sprecherà un buon contropiede con Jennings.
In definitiva Siena nettamente superiore, e Finley potrebbe essere l’aggiunta dell’anno visto che se la sta cavando molto bene (a parte un paio di cazzate) con un T-Mac un po’ appannato. Lavrinovic allucinante, Shaun Stonerook invece mi eccita sessualmente e non ho problemi ad ammetterlo. A parte lo schiaccione, a parte la difesa, a parte il playmaking, ma dove lo trovate uno che vi fa 29 di valutazione con 4 tiri?
Su Roma la questione è un po’ più ostica. Non si tratta di demolire la Lottomatica, che è comunque una squadra discreta, ma quella vista oggi è davvero poca cosa e sembrava più un’accozzaglia di giocatori di talento allenati male, come dimostra la scelta della zona, come dimostrano i minutaggi col misurino, come dimostrano scelte che trovo assurde e che ora spiegherò. Lati positivi: un Hutson solido, giocatore la cui classe avevamo già apprezzato per poco tempo a Napoli e che con gli anni è maturato, e Jaaber vivace. Ma oggi Roma campava sulle folate di Jaaber, e con tutto il bene non è che puoi farci sto grande affidamento. Becirovic totalmente fuori dal match, Allan Ray totalmente fuori da questi livelli. Jennings ha fatto vedere un paio di buone cose quando ha giocato in campo aperto, ma per il resto c’è stata qualche scelta discutibile. Inutile tenerlo in campo, poi, se la palla la tiene Jaaber. Gabini 5 minuti in campo, ma abbastanza per compiere disastri su disastri. Poi c’è la faccenda Brezec: mai cercato, neanche quando Eze aveva 4 falli a metà del terzo quarto. Si discuteva con Dis/Impegno del fatto che Repesa potesse tenerlo poco in campo perché incapace di difendere su Lavrinovic. Ok, possibile. Ma, a parte che comunque lo poteva stancare in difesa (pur con tutti i progressi del lituano), a questo punto si tratterebbe di un acquisto sbagliato. Lo scudetto passa per Siena. Che senso ha, per la maggiore concorrente della Mens Sana, prendere un giocatore che contro i lunghi senesi non può essere schierato se non quando c’è Eze?
Comunque… della cronaca della partita frega poco, l’avrete letta altrove e francamente non riesco ad essere preciso. Siena prende presto il largo. Roma decide di rifugiarsi nella tana del lupo provando a difendere a zona e viene puntualmente punita anche quando questa si trasforma in zone press. La Lottomatica riuscirà a rifarsi sotto ma sul -6 sprecherà un buon contropiede con Jennings.
In definitiva Siena nettamente superiore, e Finley potrebbe essere l’aggiunta dell’anno visto che se la sta cavando molto bene (a parte un paio di cazzate) con un T-Mac un po’ appannato. Lavrinovic allucinante, Shaun Stonerook invece mi eccita sessualmente e non ho problemi ad ammetterlo. A parte lo schiaccione, a parte la difesa, a parte il playmaking, ma dove lo trovate uno che vi fa 29 di valutazione con 4 tiri?
Su Roma la questione è un po’ più ostica. Non si tratta di demolire la Lottomatica, che è comunque una squadra discreta, ma quella vista oggi è davvero poca cosa e sembrava più un’accozzaglia di giocatori di talento allenati male, come dimostra la scelta della zona, come dimostrano i minutaggi col misurino, come dimostrano scelte che trovo assurde e che ora spiegherò. Lati positivi: un Hutson solido, giocatore la cui classe avevamo già apprezzato per poco tempo a Napoli e che con gli anni è maturato, e Jaaber vivace. Ma oggi Roma campava sulle folate di Jaaber, e con tutto il bene non è che puoi farci sto grande affidamento. Becirovic totalmente fuori dal match, Allan Ray totalmente fuori da questi livelli. Jennings ha fatto vedere un paio di buone cose quando ha giocato in campo aperto, ma per il resto c’è stata qualche scelta discutibile. Inutile tenerlo in campo, poi, se la palla la tiene Jaaber. Gabini 5 minuti in campo, ma abbastanza per compiere disastri su disastri. Poi c’è la faccenda Brezec: mai cercato, neanche quando Eze aveva 4 falli a metà del terzo quarto. Si discuteva con Dis/Impegno del fatto che Repesa potesse tenerlo poco in campo perché incapace di difendere su Lavrinovic. Ok, possibile. Ma, a parte che comunque lo poteva stancare in difesa (pur con tutti i progressi del lituano), a questo punto si tratterebbe di un acquisto sbagliato. Lo scudetto passa per Siena. Che senso ha, per la maggiore concorrente della Mens Sana, prendere un giocatore che contro i lunghi senesi non può essere schierato se non quando c’è Eze?
mercoledì 12 novembre 2008
Il programma di domenica
Se tutto va come deve andare, ecco il mio programma per domenica. Prima un lauto pranzo…

E poi la sfida della domenica, con la possibilità di vedere due dei migliori giocatori d’Europa.
E poi la sfida della domenica, con la possibilità di vedere due dei migliori giocatori d’Europa.
venerdì 7 novembre 2008
Siena-Barcellona
Il quarto quarto della Mens Sana andrebbe fatto vedere ai bambini. Intensità difensiva pazzesca, attacchi ragionati con tante penetrazioni. Se volete vedere un giocatore dominare una partita senza segnare neanche un punto, Shaun Stonerook è l’uomo che fa per voi. La Gorgone ha preso i rimbalzi che doveva prendere, ha illuminato i giochi con i suoi passaggi intelligenti e ha portato blocchi fondamentali per i tiratori. Siena fino a quel momento aveva sofferto i pick and roll tra Lakovic e Vazquez e l’atipicità di Ilyasova. Poi Finley e Kaukenas hanno iniziato ad affondare nella difesa blaugrana. Il sipario lo ha fatto calare Henry Domercant: finta, passo, arresto e tiro poetici per rapidità di esecuzione ed efficacia.
lunedì 3 novembre 2008
Shootaround v.2
La sconfitta, netta, della Virtus a Pesaro lascia solo Roma e Siena davanti. Tra due domeniche si affronteranno e ci faremo qualche idea in più. Posto che Pesaro è un campo tosto, il -34 ridimensiona di parecchio i bolognesi. E allora, a meno che le altre non tirino fuori dal cilindro qualcosa di inimmaginabile, saranno queste due a giocarsela. Tra l’altro entrambe oggi hanno vinto in scioltezza.
Roma ha messo per la prima volta Teramo in difficoltà. Repesa non mi fa impazzire, con le sue rotazioni iperpompate, ma va detto che sta mettendo Gigli e Datome in condizione di esprimersi al meglio. La nazionale potrebbe aver ritrovato due importanti pedine. Ne avrebbe trovata anche una terza, ma finché ci sarà Recalcati sulla panchina dubito che Mancinelli riuscirà mai a trovare grande spazio. Intanto Mancio sfiora i 20 di media a partita, con più del 65% da 2 e quasi il 50% da 3.
La F è una squadra pazza, e il suo miglior giocatore rappresenta al meglio questa pazzia. Qyntel Woods avesse un po’ di testa sarebbe un fenomeno, ma probabilmente non sarebbe da queste parti. Venerdì contro Rieti ha sfiorato la tripla doppia con una prestazione totale.
Milano ancora in affanno, ma oggi parliamo di Montegranaro. Garris dimostra, nel caso ce ne fosse bisogno, l’importanza di avere un play in squadra. Non consideriamo neanche l’ultima azione vincente, ma è proprio la gara in sé. Forse aveva qualche sassolino dalla scarpa da togliersi, così come sicuramente li avevano Brandon Hunter ("non capisce gli schemi") e Simone Flamini, costretto e centellinato per due anni da Bucchi a fare il tappabuchi come 4 quando è palesemente un 3. Simone ha giocato la sua solita intensissima gara difensiva e in più ha messo 3/4 da 3.
Un piccolo sguardo alla LegaDue. Di Marcelus Kemp e Kyle Hines ne abbiamo già parlucchiato su questo blog, e se la stanno cavando alla grande. Da tenere d’occhio questo Zabian Dowdell, che sta segnando (tanto) con percentuali irreali. 36 stasera.
Ho visto Portland-San Antonio e mi sono innamorato dei Blazers. Eccitante è il vocabolo che ritengo più adatto a descrivere questa squadra. Posto che gli Spurs rischiano di faticare parecchio fino al ritorno di Ginobili, nonostante un Duncan che resta tuttora il miglior giocatore al mondo, quello di Portland è un progetto affascinante. Tantissimo talento, tantissima gioventù. Certo, per ambire ai massimi livelli mancano giocatori di esperienza, ma Roy è già un leader e Aldridge si sta configurando come ottimo secondo violino, mettendo su una vasta gamma di movimenti offensivi che unisce a una dose straordinaria di atletismo. Aspettando Oden, perennemente alle prese con guai fisici, il resto della squadra è di gran livello. E anche lo spot di 3, che sembrava essere il punto debole, ha visto alzare le sue quotazioni, con il miglioramento progressivo di Outlaw e l’arrivo di un sorprendente Batum. E poi c’è Rudy, e che ne parliamo a fare.
Roma ha messo per la prima volta Teramo in difficoltà. Repesa non mi fa impazzire, con le sue rotazioni iperpompate, ma va detto che sta mettendo Gigli e Datome in condizione di esprimersi al meglio. La nazionale potrebbe aver ritrovato due importanti pedine. Ne avrebbe trovata anche una terza, ma finché ci sarà Recalcati sulla panchina dubito che Mancinelli riuscirà mai a trovare grande spazio. Intanto Mancio sfiora i 20 di media a partita, con più del 65% da 2 e quasi il 50% da 3.
La F è una squadra pazza, e il suo miglior giocatore rappresenta al meglio questa pazzia. Qyntel Woods avesse un po’ di testa sarebbe un fenomeno, ma probabilmente non sarebbe da queste parti. Venerdì contro Rieti ha sfiorato la tripla doppia con una prestazione totale.
Milano ancora in affanno, ma oggi parliamo di Montegranaro. Garris dimostra, nel caso ce ne fosse bisogno, l’importanza di avere un play in squadra. Non consideriamo neanche l’ultima azione vincente, ma è proprio la gara in sé. Forse aveva qualche sassolino dalla scarpa da togliersi, così come sicuramente li avevano Brandon Hunter ("non capisce gli schemi") e Simone Flamini, costretto e centellinato per due anni da Bucchi a fare il tappabuchi come 4 quando è palesemente un 3. Simone ha giocato la sua solita intensissima gara difensiva e in più ha messo 3/4 da 3.
Un piccolo sguardo alla LegaDue. Di Marcelus Kemp e Kyle Hines ne abbiamo già parlucchiato su questo blog, e se la stanno cavando alla grande. Da tenere d’occhio questo Zabian Dowdell, che sta segnando (tanto) con percentuali irreali. 36 stasera.
Ho visto Portland-San Antonio e mi sono innamorato dei Blazers. Eccitante è il vocabolo che ritengo più adatto a descrivere questa squadra. Posto che gli Spurs rischiano di faticare parecchio fino al ritorno di Ginobili, nonostante un Duncan che resta tuttora il miglior giocatore al mondo, quello di Portland è un progetto affascinante. Tantissimo talento, tantissima gioventù. Certo, per ambire ai massimi livelli mancano giocatori di esperienza, ma Roy è già un leader e Aldridge si sta configurando come ottimo secondo violino, mettendo su una vasta gamma di movimenti offensivi che unisce a una dose straordinaria di atletismo. Aspettando Oden, perennemente alle prese con guai fisici, il resto della squadra è di gran livello. E anche lo spot di 3, che sembrava essere il punto debole, ha visto alzare le sue quotazioni, con il miglioramento progressivo di Outlaw e l’arrivo di un sorprendente Batum. E poi c’è Rudy, e che ne parliamo a fare.
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