domenica 24 aprile 2011

Non può piovere per sempre... o forse sì

 "Dallas può essere la dinastia dei prossimi anni" (Massimo D'Alema, giugno 2006)


Eppure avrei dovuto immaginare che sostenere una squadra con Shawn Bradley non dovesse essere una buona idea.

Il mio pensiero ieri notte, mentre vedevo Brandon Roy (che sarebbe sempre senza cartilagine nelle ginocchia) fare a pezzi quella che fino a pochi dieci minuti prima sembrava una squadra da basket, è andato al momento in cui ho iniziato a tifare Mavs. Momento che, a dire il vero, non riesco neanche a ricordare con precisione.


E ieri notte, rigirandomi nel letto di fronte a qualcosa che era di più di un dejà vù e santificando a suon di bestemmie una Pasqua iniziata da pochissime ore, mi chiedevo perché non potessi essere come tanti altri. Perché non tifassi Lakers. Oppure perché non seguissi a mo' di bandieruola gli spostamenti della star di turno.
Perché dovessi rimanere a guardare un ottimo giocatore (ma in teoria sempre senza ginocchia) continuare a penetrare quella che doveva essere una difesa ma che assomigliava di più ad una minorenne nel bel mezzo di un bunga bunga. E l'impassibilità dello spettatore Carlisle/Lele Mora.

Abbiamo perso un titolo facendoci rimontare dal 2-0 con gara-3 che andava verso il Texas. Ci siamo fatti buttare fuori dai Warriors (i Warriors, non una testa di serie numero 8 qualunque... i Warriors!) nel più grande upset che l'Nba ricordi. Aggiungiamo quest'altra bella figura: 24 punti di vantaggio buttati via in un quarto.
Magari un giorno tutto questo finirà, ma anche Freud avrebbe gettato bandiera bianca di fronte a questi qua.

"Signor Cuban, è ricco e ha tutto per una bella vita... ma chi glielo fa fare?"

2 commenti:

Jacopo ha detto...

Poteva andarti peggio ed essere tifoso del Cruz Azul. Cinque finali varie perse consecutivamente.

frinf ha detto...

davvero diventente come racconto :D